Caos Pdl: anche la Prestigiacomo pronta a lasciare?

Mara Carfagna lascia, dunque. o meglio: lascerà. E’ in un’intervista al quotidiano campano Il Mattino che il ministro delle Pari opportunità motiva la sua decisione. Da portare a compimento solo dopo le mozioni parlamentari, però. Ovvero il 15 dicembre. Per poi passare a Fli? E’ il sentore di molti, la scelta che sembrerebbe più naturale, data anche la sua vicinanza a Italo Bocchino, capogruppo futurista alla Camera.

E invece niente: “Semmai mi interessa il progetto di Forza Sud di Micciche’ e Prestigiacomo. La delegittimazione costante di Fini nei confronti del governo ha messo in ombra tutto cio’ di positivo che e’ stato fatto. Non condivido neanche la tempistica e come si e’ mosso da presidente della Camera”. Spiega il ministro al Mattino. Solo ieri – è il caso di ricordare – Gianfranco Miccichè, leader del neonato Forza del Sud, aveva spiegato che sarebbe “felice di avere la Carfagna come candidata numero uno in Campania“. Detto fatto. Ma potrebbe non finire qui.

Non è un mistero, infatti, la simpatia per il nuovo partito meridionalista espressa da Stefania Prestigiacomo, ministro dell’Ambiente e già presente all’inaugurazione della compagine, in teatro a Palermo. Un nervosismo tutto interno al Pdl, malgrado le rassicurazioni del premier, confermate anche dalle notizia che giungono dalla rete e da alcuni telegiornali. Non è un mistero neanche, aggiungiamo, che Stefania Prestigiacomo sia da tempo data come fredda e poco concorde alla cacciata dei finiani dal partito, alla luce – soprattutto – delle ultime critiche riservate a lei, Frattini e la Carfagna (che non a caso ha incassato la solidarietà del ministro degli Esteri) da Giorgio Stracquadanio, falco tra i falchi del berlusconismo, dalle colonne del Corriere della Sera.

Insomma: non resterà che attendere il faccia a faccia col premier in settimana. Cav che già da Lisbona, malgrado un’ora di telefonata, si è visto già una volta chiudere la porta in faccia. Lei, intanto, spiega le ragioni dell’annunciato addio. Cose difficili da aggiustare in un incontro privato: “il malumore nel partito è diffuso –spiega – e il problema che ho sollevato non è solo un problema locale“. Parte del partito, tuttavia, a sentire le ragioni dell’ex soubrette storce il naso. Non sono pochi a vederci una manovra ordita fuori dal partito. In particolare, da Italo Bocchino.

v.m.