Dell’Utri ai cronisti: “Sono tranquillo, ci vediamo in galera”

E’ un Dell’Utri ironico, persino troppo ironico, quello che si concede ai giornalisti a margine della presentazione del Salone del libro usato a Milano. A chi gli chiede se è preoccupato in vista della sentenza della Cassazione che dovrà esprimersi sulla condanna dei giudici di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa, il senatore braccio destro del premier Berlusconi risponde: “No, non sono preoccupato”. E aggiunge: “Ci vediamo in galera”. Grossolana ironia o triste presagio? Difficile stabilirlo, tanto più se si bada alla risposta che Dell’Utri fornisce ai giornalisti che gli chiedono se Silvio Berlusconi sia stato tradito o meno. “Chi non è tradito? Tutti i capi sono sempre traditi, anche Berlusconi”, dice il senatore del Pdl. Quanto alla sua vicenda giudiziaria, Dell’Utri preferisce però non fare paragoni con la sorte del premier. “Io tradito? Non sono un capo, a meno che – aggiunge con ulteriore ironia il senatore – non mi consideriate capo di Cosa Nostra”.

Ironia a parte, traditi o colpevoli, pare che i due co-fondatori della vecchia Forza Italia siano destinati a subire un inesorabile declino, con la stessa velocità con cui all’inizio della loro avventura politica hanno conquistato il favore degli elettori.

Raffaele Emiliano