La Russa: a Mara ho consigliato prudenza

Carfagna sì, Carfagna no. Alla lotteria delle ipotesi formulate in queste ore sulla possibilità che il ministro delle Pari opportunità faccia retromarcia e rientri nei ranghi dell’esecutivo, ha deciso di partecipare anche Ignazio La Russa. Che del Pdl è coordinatore, insieme a Denis Verdini e Sandro Bondi.

“Non è vero che non abbiamo ascoltato la Carfagna – si è difeso su “Il Corriere della Sera” – Casomai se c’è una cosa di cui mi pento è di non essermi occupato delle vicende campane. Ora voglio impegnarmi personalmente, anche perché lì c’è un ex An, Edmondo Cirielli (il presidente della Provincia di Salerno, con cui la Carfagna ha molto polemizzato sulla gestione dei termovalorizzatori, ndr)”.

E proprio su questo “tasto dolente”, il ministro della Difesa ha precisato quanto successo nel corso dell’ultimo Cdm: “Sono stato io – ha detto – a trovare una mediazione in Consiglio dei ministri sul termovalorizzatore di Salerno. Invece di affidare le competenze al sindaco De Luca del Pd, le abbiamo lasciate alla Provincia di Cirielli sotto il coordinamento del governatore Caldoro. E ci siamo lasciati con Mara con baci e abbracci. Poi è successo quello che è successo con la Mussolini – ha aggiunto – e su questo la Carfagna ha ragione”.

Solo su questo? E della ruggine tra Mara Carfagna e Nicola Cosentino, cosa pensa La Russa? “Obiettivamente il problema esiste – ha ammesso – Quando Cosentino si dimise perché era stato indagato, non fece polemiche. C’era una sorta di accordo tacito che sarebbe uscito dal governo senza clamori, ma sarebbe rimasto coordinatore regionale del Pdl. Mara è andata a sbattere su una cosa su cui Verdini – ha precisato il ministro – non la poteva accontentare in quella fase”.

E ora? “Tutto è aperto – ha osservato il coordinatore del Pdl – Io le ho consigliato prudenza“. Nessun dubbio, invece, sulla presunta laison con Italo Bocchino che starebbe operando (stando a quanto ipotizzato dalle malelingue) un pressing sulla bella ministra per portarla con sé tra i “futuristi”: “Lui è un amico che l’ha aiutata molto all’inizio – ha spiegato La Russa – Ma in maniera disinteressata e amichevole. Ne sono testimone. Non credo ci sia altro. A Bocchino si possono rimproverare molte cose – ha precisato il ministro della Difesa – ma non questa”.

Quale finale per questa telenovela infinita? “Non la vivo come una telenovela – ha ribattuto il coordinatore del Pdl – Ma come una battaglia politica. Comprensibile ma non irrisolvibile. Quello che può danneggiare Mara – ha concluso – è la troppa esposizione mediatica“.

Maria Saporito