Mabro in liquidazione e Cig a zero ore per i dipendenti

L’assemblea dei soci della Royal Tuscany Fashion Group oggi a Firenze ha deciso: la Mabro sarà messa in liquidazione e gli operai in cassa integrazione a zero ore.

Nella sede di Fidi Toscana in piazza della Repubblica, mentre contemporaneamente fuori si svolgeva il corteo di protesta dei dipendenti dell’azienda tessile maremmana, i soci hanno decretato la triste decisione, che, da quanto si apprende dalla Rsu aziendale, sembrerebbe irreversibile.

L’assemblea ha anche stabilito che la produzione dovrebbe proseguire fino all’esaurimento delle commesse già ottenute per poi chiedere la cassa integrazione a zero ore, il cui iter sarà avviato già nei prossimi giorni.

”Abbiamo avuto rassicurazione da Fidi Toscana che da domani partiranno le procedure per ottenere la cassa integrazione e per pagare gli stipendi arretrati”, ha dichiarato il segretario della Cisl di Grosseto Fabrizio Milani, ”ci e’ stato detto che ci sono imprenditori molto interessati alla ex Mabro e la scelta di mettere in liquidazione l’azienda va nella direzione di terminare l’esperienza passata e poter offrire una situazione più limpida a chi vorrà subentrare”.

Anche per la capogruppo Fds-Verdi in Consiglio regionale Monica Sgherri la Cig ”è una notizia attesa e positiva”, “ma rimane irrisolta la questione del reperimento della liquidità necessaria per l’immediata ripresa produttiva dell’azienda. E’ necessario quindi che la Regione prosegua e incrementi gli sforzi per venire a capo di questo e quindi si giunga al salvataggio della ex Mabro”.

La commissione pari opportunità della Provincia di Grosseto vorrebbe dare spazio sul proprio sito web alle testimonianze delle donne della Mabro che desidereranno raccontare la loro angosciosa situazione. ”Abbiamo pensato – ha detto il presidente della commissione Reana de Simone – che questo potesse essere di aiuto e di sensibilizzazione per rendere pubbliche quelle storie e quei visi. Si parla di vestaglie azzurre, ma dietro ci sono donne che devono avere ancora voglia di sorridere ai propri figli e la possibilità di pagare ancora il mutuo della casa”.

L’azienda tessile, per la cronaca, conta 274 dipendenti e ha reso noto un passivo di circa 14 milioni di euro, dei quali nove iscritti in bilancio e altri cinque maturati nei confronti dei fornitori.

Marco Notari