Mussolini: “O Mara mi chiede scusa o non voto la fiducia”

Berlusconi non avrebbe mai potuto immaginare che la fiducia al suo governo potesse dipendere anche dalle liti interne al partito.
La diatriba tra la Mussolini e il Ministro Carfagna non si è affatto conclusa.
O la Carfagna mi chiede pubblicamente scusa o io non voto la fiducia il 14 dicembre.

Così, al Tg La7, Alessandra Mussolini dà seguito al botta e risposta con il ministro per le Pari opportunità, in un’intervista che andrà in onda questa sera nell’edizione delle ore 20.
Avevo posto alla Carfagna una questione politica, ho avuto in risposta un insulto. Non voto la fiducia ad un governo dove c’è un Ministro per le Pari Opportunità che insulta le donne.
Le sue parole e il suo agire, ha aggiunto la Mussolini, sono la conferma che non è in grado di ricoprire una così alta carica governativa. Chiederò al Presidente della Camera Gianfranco Fini di adottare ogni iniziativa a tutela della onorabilità e della dignità dei deputati che lui rappresenta.
Inoltre, dato che la Carfagna è membro dell’Ufficio di Presidenza del Pdl, rappresenterò ai vertici del partito la necessità di valutare ai sensi dello Statuto le parole ingiuriose rivolte dal ministro contro la classe dirigente della Campania. La Carfagna sappia, infine che alla prima occasione di incontro sarà mia cura replicare ai suoi insulti, guardandola dritta in quei suoi occhioni, che dopo le mie parole, ne sono certa, risulteranno ancora più sbarrati.

La polemica tra le due donne del Pdl è nata in seguito alle accuse della Mussolini rivolte alla Carfagna dopo averla vista dialogare in segreto con il finiano Bocchino scattando anche una foto con il cellulare.

E da lì le reazioni, “brava, brava” urlava il Ministro.
Vergogna rispondeva la Mussolini. Carfagna si deve vergognare per la liaison con Bocchino che sta mettendo a rischio il partito.

Le accuse della Mussolini riguardano l’ipotesi che la Carfagna stesse facendo accordi con Futuro e Libertà, soprattutto in vista delle elezioni di Napoli.
Lo spostamento di competenze sul termovalorizzatore” sottratto dal Consiglio dei ministri alle Province, e “il fatto che Bocchino nella finanziaria ha chiesto di spostare 20 milioni di euro al ministero della Carfagna.
Non può tenere una gamba di qua e una di là. Perciò quando li ho visti parlare in atteggiamento amorevole ho scattato la foto.

Matteo Oliviero