Pagelle Genoa-Juventus: Krasic trascinatore, Aquilani illuminante

Genoa (3-4-3)

Eduardo 5: Impacciato e sfortunato sul primo gol della Juve, quando dà l’impressione di non essere abbastanza reattivo. Stessa sensazione sul raddoppio di Krasic. Si riscatta parzialmente con le uscite su Iaquinta e Marchisio nella ripresa.

Ranocchia 5,5: Piazzato sul centro-destra della difesa, si disimpegna senza particolari affanni fino al primo gol bianconero, quando si perde Quagliarella che assiste Marchisio. Sostituito da Ballardini per cambiare modulo (dal 1’ st Kharja 7: Recuperato all’ultimo dopo il leggero acciacco in Nazionale, entra nella ripresa e si dimostra il migliore dei suoi, dando grande vivacità alla manovra rossoblù. Timbra la traversa con un gran destro a pochi minuti dalla fine).

Dainelli 6: Dopo qualche piccolo sbandamento ad inizio gara, si riprende bene e chiude con ordine senza particolari sbandamenti. Sfortunato in occasione dello 0-1, quando devia il tiro di Marchisio e beffa Eduardo.

Kaldaze 6: Dalle sue parti si aggira spesso Iaquinta, con il quale ingaggia duelli rusticani che il più delle volte vince. Rischia grosso (ma forse aveva subìto fallo) quando si lascia scappare l’attaccante bianconero davanti alla porta.

Rafinha 5,5: Nel ruolo che non ama, da esterno di centrocampo, è spesso impacciato, triturato dalla solidità di Marchisio. Meglio nella ripresa, da terzino autentico, favorito dall’atteggiamento più propositivo della squadra.

Milanetto 4,5: Si dimostra sempre pronto a ricevere palla dalla difesa per far partire l’azione, ma poi riesce a sbagliare ogni singola giocata, dagli appoggi laterali alle verticalizzazioni per le punte. A risentirne è tutta la manovra, che risulta tutt’altro che fluida.

Veloso 5,5: Rispetto al compagno di reparto, il portoghese si vede meno ma ha la lucidità di gestire meglio i pochi palloni che gioca. Sostituito nel finale per dare maggior peso all’attacco (dal 33’ st Rudolf s.v.).

Criscito 5,5: Quando Krasic accelera e lo punta son dolori: nel segnare il secondo gol il serbo lo salta con irrisoria facilità. Le cose vanno decisamente meglio quando spinge e mette in imbarazzo Motta. Sfiora il gol con una clamorosa traversa alla mezz’ora.

Mesto 4,5: Schierato sulla parte destra del tridente offensivo, inizia benino ma va presto in confusione, inanellando una serie incredibile di errori. Ballardini prova a spostarlo a sinistra, ma i risultati non cambiano e allora lo toglie (dal 1’ st Destro 5,5: Pur senza fare cose eccezionali, risulta più pungente del compagno. Una sola vera conclusione, però, e nei minuti di recupero, quando Storari si supera e gli nega la gioia del gol).

Toni 5,5: Dopo una mezza opportunità davanti al portiere bianconero nei primi minuti, rimane abbandonato a se stesso al centro dell’attacco rossoblù. Fa quello che può tra Bonucci e Chiellini, cercando di tener palla ma senza riuscire a concludere (se non di mano, e Morganti lo ammonisce).

Rossi 5: Parte da attaccante esterno, facendo una fatica incredibile sia a sinistra che a destra. Un po’ meglio nella ripresa, quando torna a ricoprire il ruolo di mezzala. Nel complesso ci mette tanta generosità, ma dà l’impressione di correre a vuoto.

All. Ballardini 5: Dopo due vittorie consecutive con la difesa a quattro, decide a sorpresa di tornare al 3-4-3 di Gasperini, finendo per regalare il primo tempo (e, di fatto, la partita) alla Juve. Torna sui suoi passi con due cambi nell’intervallo, ma ormai è troppo tardi.

Juventus (4-4-2)

Storari 6: Qualche imprecisione non da lui, come nel finale di primo tempo rischia di combinare un guaio in collaborazione con Grosso. Reattivo su Toni ad inizio gara e sul diagonale di Destro in pieno recupero.

Motta 6: Approfitta delle difficoltà di Rossi per spingere bene sulla fascia destra, facendo partire il cross da cui nasce il primo gol. Le cose vanno male, invece, quando c’è da difendere, soprattutto contro le avanzate di Criscito (dal 8’ st Sorensen 6,5: Nascendo come difensore centrale, il 18enne svedese ha caratteristiche opposte rispetto al compagno. Ed infatti, pur senza avanzare, risulta più concreto ed efficace).

Bonucci 7: Rispetto alle ultime esibizioni, l’ex centrale del Bari gioca una gara molto più solida e concentrata, pur senza perdere la consueta eleganza. Una delle migliori partite in maglia bianconera.

Chiellini 7: Il cerottone sulla fronte, necessario per coprire i sette punti di sutura, non intacca di un centimetro la consistenza dello stopper, sempre pronto a chiudere ogni varco. Nel secondo tempo, con la Juve in trincea, si esalta.

Grosso 6: Il francese Traoré è ormai recuperato, ma il titolare a sinistra rimane lui, che in estate era stato ad un passo dall’addio. Spinge decisamente meno rispetto al solito, chiudendo comunque con ordine sulla fascia. Un brivido grande così al 39′, quando rischia di beffare Storari.

Krasic 7,5: Diciotto giorni dopo l’infortunio contro il Salisburgo, il serbo si riprende la fascia destra della Juve e travolge la difesa genoana con le sue accelerazioni. Si inventa, dal nulla, il gol del raddoppio, saltando netto Criscito e beffando Eduardo. Per evitare rischi di ricadute, Del Neri gli risparmia l’ultima mezz’ora (dal 16’ st Sissoko 6: Parte in mezzo, continua a destra, finisce ancora in mezzo: dà sempre l’idea di giocare senza quella grinta necessaria per un giocatore con le sue caratteristiche).

Aquilani 7,5: E’ lui, insieme a Krasic, l’uomo in più di questa Juve. Sempre presente nel vivo della manovra, lo si vede ovunque, pronto ad aiutare i compagni andando a ricevere il pallone per impostare il gioco. Esce infortunato nel finale: Del Neri si auguri che non sia un problema grave (dal 35’ st Salihamidzic s.v.)

Felipe Melo 7: Deciso e determinato in mezzo al campo, c’è sempre quando bisogna interdire la manovra rossoblù. Avendo anche buoni piedi, non disdegna qualche giocata di qualità. La ritrovata forza bianconera nasce in mezzo al campo.

Marchisio 7: Largo a sinistra con licenza di accentrarsi e offendere, sfrutta bene la prima palla buona infilando il gol del vantaggio con la complicità di Eduardo. Sempre attento in copertura, dalla sua parte la Juve rischia pochissimo.

Iaquinta 6: Inizia la gara con buona vena, aiutando la squadra a salire. Si spegne però quasi subito, dando l’impressione di essere in affanno soprattutto dal punto di vista fisico. Si divora il terzo gol a tu per tu col portiere.

Quagliarella 6,5: Agisce da seconda punta, svariando su tutto il fronte d’attacco con la consueta generosità. Pur peccando in lucidità, dà vivacità all’offensiva bianconera. Suo l’assist a Marchisio in occasione dell’1-0.

All. Del Neri 7: Al di là dei primissimi minuti, la Juve gioca un primo tempo praticamente perfetto, prendendo in mano il centrocampo e chiudendo il Genoa nella propria metà campo. Meno bene la seconda parte di gara, quando i suoi uomini si abbassano troppo e corrono qualche rischio.

ARBITRO Morganti 6: Nessun errore grave, anche perché di episodi scabrosi non ce ne sono. L’arbitraggio risulta però un po’ troppo nervoso, con tante piccole imprecisioni distribuite nell’arco della gara.

Pier Francesco Caracciolo