Rifondazione e Pdci: a volte ritornano…uniti

Si è svolto ieri, in una domenica romana assai piovosa, il primo congresso della “Federazione della Sinistra“. Un appuntamento che ha segnato la reunion di Rifondazione comunista e Pdci, dopo 12 anni di distanze e separazioni. Il portavoce della nuova Federazione – che accoglie anche le Associazioni “Socialismo 2000” guidata da Cesare Salvi e “Lavoro e Solidarietà” di Gianpaolo Patta – sarà Oliviero Dilberto.

Nonostante i numerosi inviti diramati, nessun “big” del centro-sinistra nazionale ha voluto presenziare al battesimo della Federazione. Assenze forse non casuali, che hanno indotto i più maliziosi a pensare che i partiti dell’attuale opposizione siano molto poco disposti a concedere spazio (e ascolto) ai nuovi arrivati. Ad ogni modo, nel corso dei vari interventi che si sono succeduti sul palco dell’Hotel Ergife, i federati di sinistra hanno più volte fatto riferimento all’ex Nichi Vendola (anche lui assente), rimarcando la speranza di poter cementare con Sel un’alleanza volta a riportare al centro dell’agenda politica le vere emergenze del Paese.

Per sperare in un ritorno in Parlamento, infatti, la Federazione di Sinistra sa già che la carta “democratica” (quella cioè che ipotizzerebbe un’alleanza col Pd di Pier Luigi Bersani) è assai improbabile; da qui la speranza di “puntare” sul movimento capeggiato dal governatore della Puglia, che ha diviso con gli ex “comunisti” fatiche e progetti.

Sia come sia, la Federazione ufficializzata ieri – alla presenza degli ambasciatori di Cuba e Vietnam e dei rappresentanti palestinesi e cinesi – ha evidenziato l’intenzione di virare verso un moderno socialismo, teso a risolvere i problemi del Paese reale. Al fermo “noal federalismo si accompagna la convinzione di dover investire tutto su una legislatura del lavoro capace di contrastare la precarietà. Grande spazio anche ai problemi sociali, con l’apertura alle unioni omosessuali e alla difesa dei diritti di tutti. A concludere l'”offerta programmatica” della Fds la proposta di ritirare il contingente militare italiano dall’Afghanistan e di procedere con la chiusura delle basi militari straniere sul territorio italiano.

Maria Saporito