Sarah Scazzi: il movente dell’omicidio, Sabrina ossessionata da Ivano


Sabrina Misseri ha ucciso Sarah Scazzi perché ossessionata da Ivano.

È quanto affermato dal Tribunale del Riesame di Taranto, che trattiene la cugina della quindicenne Sarah, strangolata e gettata in un pozzo lo scorso 26 agosto ad Avetrana, sia per il pericolo di inquinamento delle prove, sia per recidiva.

”E’ innegabile che la personalità aggressiva concretamente rivelata dalla Misseri (peraltro confermata dal padre) e la compulsività dell’agire scaturente da tale inclinazione inducono a concludere per un comportamento non occasionale”, scrivono i giudici del Riesame in una delle 54 pagine che spiegano i motivi per cui la Misseri è ancora in galera.

La folle gelosia della ragazza avrebbe portato direttamente all’omicidio di Sarah, che, inoltre, avrebbe attirato l’odio di sua cugina confessando diversi particolari intimi della storia col pasticciere 27enne.

Quest’ultimo, prima di tutti, aveva parlato di un tentativo di approccio sessuale risalente al mese di agosto, qualche settimana prima che Sarah venisse uccisa. “Ci siamo appartati, Sabrina si è spogliata nella mia macchina, ma le ho chiesto di rivestirsi, volevo salvaguardare la nostra amicizia”, spiega Ivano, confidenza che la ventiduenne aveva poi riferito a Sarah, come in un normale rapporto tra amiche. Anche Mariangela, l’ex amica del cuore e ora una delle testimoni chiave del delitto, era a conoscenza dell’episodio, in termini anche più dettagliati.

Sarah raccontò dell’episodio, tradendo e umiliando la cugina. Del tentato spogliarello in auto ne parlò anche con suo fratello Claudio, che decise di chiedere ad Ivano il motivo per cui avesse dato false speranze a Sabrina.

Come si legge, poi, dai diari della vittima, anche su questa Ivano aveva un discreto ascendente, e la già precaria sicurezza della cugina iniziò a vacillare osservando quanto il suo amato sembrava interessato, in qualche modo, a Sarah, bella, magra e bionda. L’omicidio fu compiuto come un gesto d’impeto, dicono i giudici, e non è escluso che sia nato con premeditazione.

Carmine Della Pia