Sarah Scazzi: Sabrina Misseri potrebbe uccidere ancora

Avetrana, 22 novembre. E’ la motivazione shock, seppur non l’unica, per la quale Sabrina Misseri, accusata dell’omicidio di Sarah Scazzi assieme al padre Michele, è stata fatta rimanere in carcere dal Tribunale del riesame.

Secondo i giudici infatti, la ragazza, seguendo le testimonianze di suo padre ed i riscontri scientifici che hanno portato alla luce nuovi scenari nell’indagine, potrebbe uccidere nuovamente, ammesso che lo abbia già fatto una volta, va doverosamente specificato.

L’accusa però è quella: omicidio volontario in concorso. E’ stato il Presidente Alessandro De Tommasi a respingere l’istanza di scarcerazione, il 13 novembre scorso, assieme agli altri due giudici del collegio. La motivazione è appunto il pericolo di reiterazione del reato.  Se ha ucciso Sarah,  il gesto potrebbe essere ripetuto, sostengono i giudici, seguendo le accuse attribuite alla cugina della 15enne trovata senza vita in un pozzo.

“Se”, brevissima ma fondamentale congiunzione. La certezza infatti ancora non esiste, dall’una come dall’altra parte. Lei si è proclamata innocente fin dall’inizio e la sua versione dei fatti è sempre quella, al contrario delle ben otto di suo padre “Michè”.

Proprio da quest’ultimo, giungerebbero ipotetici indizi della pericolosità di Sabrina. L’incidente probatorio di venerdì scorso si è svolto in un clima più blindato che mai, con la possibilità nulla per entrambi  anche solo di incrociare gli sguardi. Michele, che molti danno come assoggettato alla maggioranza femminile con cui condivideva la casa, avrebbe confessato di temere un’aggressione da parte di sua figlia.

Sabrina è provata, ma non cede; nemmeno è dato sapere se ci sia qualcosa su cui debba o possa cedere, a parte il fatto di essere probabilmente psicologicamente stremata. L’accusa, in specifico è quella di aver strozzato Sarah Scazzi con una cinta. Il padre l’avrebbe poi aiutata ad occultare il cadavere. Quest’ultimo gesto e il pericolo d’inquinamento delle prove sono le restanti motivazioni con le quali il Tribunale del riesame ha giustificato la sua permanenza in carcere, così esprimendosi:

“La nuova ricostruzione dell’omicidio la cui unica esecutrice materiale è Sabrina Misseri, muta radicalmente il quadro e questo non può non ripercuotersi anche sulla valutazione della sussistenza del pericolo di reiterazione del reato. Emerge  il concreto pericolo che costei commetta delitti della stessa specie di quello per cui si procede“.

A.S