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X Factor 4: vigilia di finale, Carlo Carcano incorona Nevruz

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Mancano ormai pochissime ore alla finale della quarta edizione di X Factor. L’ultima puntata vedrà contendersi la vittoria finale fra i tre cantanti rimasti in gara: Davide, Nevruz e Nathalie.
Curiosando su Facebook abbiamo trovato un parere decisamente autorevole ovvero quello di Carlo Carcano, vocal coach al fianco di Morgan. Ecco la sua opinione.

“Dopo la semifinale ne approfitto per fare alcuni commenti sui quattro ultimi cantanti in gara e di riflesso su questo XFactor4.

Davide è vocalmente pazzesco, piuttosto riconoscibile (dote rarissima) e soprattutto mi pare che abbia il carattere giusto (determinato, umile e in ascolto). Il suo inedito è orribile, è espressione perfetta del cliché pop italiano da major e radio anestetizzate da consumare come un cheeseburger stantio credendolo un manicaretto. Povero Davide, che fa il suo sporco lavoro al meglio, ma vestito da un pezzo imbarazzante.

Nathalie: de gustibus, a me non è mai piaciuta particolarmente. Secondo me non merita la finale se non, al limite, per il carattere tenace. Brava vocalmente, ma non abbastanza personale. La voce si confonde ancora dietro a modelli come la Nannini o Tina Turner o Tori Amos. Ma si sente sempre che sta sotto a quei modelli. Conosco varie cantanti giovani poco conosciute di sensibilità non lontana dalla sua, ma molto più interessanti di lei, cito solo per esempio Gabriella Martinelli e Ayla (Irene Ghiotto). Il suo pezzo ha una scrittura ancora immatura, specie nel testo, ed è inferiore a molti provini che ricevo di frequente.

Kymera. Riconosco una identità, cosa preziosissima. Ma non è che mi esaltino. Il capello corto ha una voce francamente stupenda, molto padroneggiata. Il capellone non si capisce perché debba sempre cantare in quel un falsetto troppo al limite del ridicolo, quasi macchietta drag queen. Ma a tutto ciò si rimedia in studio di registrazione e con una buona produzione artistica che smorzi la macchietta e esalti il mondo poetico. Loro meritavano la finale. Il loro pezzo, meglio della media e ben calzante, tutto sommato.

Nevruz. L’unico vero possessore di XFactor. La voce c’è, assurda e riconoscibile. Il personaggio te lo ricordi dopo una volta, riconducibile a molti cliché rock senza però esserne un calco all’ombra, insomma pare effettivamente uno vero. Sembrava un esibizionista senza sostanza che se la tira e invece si è fatto il culo, ha lavorato davvero sulle proposte sfaccettate di Elio, tirandone fuori sempre qualcosa di vibrante.

?Il suo inedito è anch’esso un medio pezzo da discografia talent italiana, ma migliore di quello di Davide. L’autore è lo stesso Bungaro che scrisse Dove si vola, pezzo di Marco Mengoni che è bene si sappia era l’inedito per Chiara Ranieri prima che lei uscisse da Xfactor, poi riciclato – felicemente, lo concedo – per le sovrane doti interpretative di Marco, in mancanza di pezzi vagamente decenti. Anche nel caso di Nevruz è la sua interpretazione che spacca. Come Marco, a suo modo ha trasformato il ferro in argento (non voglio dire la cacca in oro, Bungaro è uno che sa scrivere).

Io vorrei vincesse Nevruz. Votate lui.

Certo, Davide sarebbe un ideale vincitore ‘politicamente corretto’, ‘nazional popolare’. Ma Davide sarà ovviamente e facilmente livellato ai tipici ‘prodotti’ da Talentshow. Chi lo distinguerà davvero dai vari Carta, Scanu, etc etc? La cecità e pavidità della Sony gli faranno fare probabilmente le stesse cose.

Voglio sperare che Davide, giovane e bravissimo, trovi produttori e autori adatti e sopravviva.

Ma probabilmente Davide sarà un prodotto prevedibile, già scontato, da consumare senza chiedersi cosa c’è dentro.

Nevruz no. O molto meno. O comunque in modo insolito.

Fare vincere Nevruz è un messaggio molto più forte.

Che magari trasforma anche solo un poco il meccanismo semi preverso e prevedibile dei talent show, che oggi sono scandalosamente l’unica opportunità concreta per giovani cantanti di entrare nel mercato”.

Valeria Panzeri

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