Arte e parola si fondono in “Paesaggi del Novecento”

 

Al via un nuovo progetto espositivo e di spettacolo  che vedrà l’intrecciarsi, a partire da domani 24 novembre, tra Italia e Slovenia e fra il linguaggio dell’arte e quello della parola nei comuni di Muggia (Trieste) e di Capodistria in Slovenia; la tematica di questo interessante progetto culturale sarà “Boris Pahor – Lojze Spacal. Paesaggi nel Novecento“.

Si tratta, questo, di un importante omaggio a quelle che sono state due grandi e celebri personalità del mondo artistico oltre che due grandi amici di quello che è il Novecento di confine: èd è difatti di questi ultimi giorni la notizia che lo scrittore Boris Pahor consegnerà alle stampe, nel prossimo 2011 ormai alle porte, il suo ultimo lavoro. Si tratta di un libro che, secondo quanto riferito dalla Fazi editore, si chiamerà “Il labirinto” e di cui l’uscita è in calendario per l’autunno del 2011. Rappresenta questo il secondo importante tassello della cosiddetta “Trilogia triestina” iniziata con il libro “Una primavera difficile” e destinata ad essere completata con la pubblicazione di “Oscuramento“.

La Trilogia triestina si trova nel centro di tutta la produzione letteraria di Boris Pahor anche se in realtà più che di trilogia collegata si deve parlare di tre romanzi indipendenti l’uno dall’altro e la cui stesura non ha rispettato un vero e proprio ordine cronologico. Ad essere ripercorsi sono gli anni più difficili e complessi della città di Trieste partendo dal 1943 al 1949, ovvero dalla guerra  alla formazione del “Territorio libero di Trieste” fino alle due amministrazioni separate e poi nuovamente, come nei suoi primi lavori, ai conflitti civili e nazionali acuiti maggiormente dalle ferite aperte dalla lotta di resistenza e dai contrasti tra italiani e sloveni, tra seguaci di Tito e fedeli alla politica sovietica, tra ex collaborazionisti e partigiani.

Rossella Lalli