Cambogia, ressa durante una festa religiosa causa 349 vittime

Festività religiosa si trasforma in tragedia. È accaduto in Cambogia, dove in occasione della tradizionale Festa dell’Acqua, sono morte 349 persone e oltre 400 sono rimaste ferite. All’origine della tragedia, il panico e la successiva ressa creatosi sul ponte che collega la capitale alla Diamond Island.

Ogni anno la Festa dell’Acqua riunisce in autunno milioni di cambogiani per delle celebrazioni che durano tre giorni. Ieri in occasione dell’ultimo giorno della festa -la principale attrazione era una tradizionale gara tra imbarcazioni lungo il fiume Tonle Sap- il panico si è scatenato in una piccola isola sul fiume dove si stava svolgendo un concerto.

Testimonianze discordi sulla causa della tragedia: secondo alcuni sarebbe stato lo svenimento di dieci persone sul ponte. Questo avrebbe scatenato il panico, successivamente degenerato nella ressa, con tantissime persone schiacciate o calpestate. Secondo altri,  è stato un intervento della polizia, che avrebbe usato degli idranti per spingere la folla a lasciare il ponte. Alcuni testimoni hanno parlato di scariche elettriche che avrebbe colpito alcune persone presenti sul ponte. Citando un giornalista locale, la Ccn ha detto che potrebbero essere stati i festoni di luci intermittenti che ricoprono il ponte, a contatto con l’acqua, a provocare le scosse elettriche. Un medico ha detto di aver riscontrato segni di scosse elettriche in diversi cadaveri, ma il governo cambogiano ha negato che qualcuno sia rimasto fulminato.

Il primo ministro cambogiano, Hu sem, ha parlato della “più grande tragedia negli ultimi 31 anni, dai tempi di Pol Pot (riferendosi al dittatore sanguinatio a capo del regime dei Khmer Rossi, responsabile della morte di 1,7 milioni di persone). Il primo ministro si è scusato con il suo popolo per la strage, ha fatto le condoglianze alle familie delle vittime ed indetto una giornata di lutto nazionale per giovedì.

Annastella Palasciano