Forse avvelenati dal monossido i tre anziani fratelli morti a Torino

I corpi senza vita di tre fratelli, due donne e un uomo, sono stati rinvenuti in una cascina a Riva presso Chieri, ad una ventina di chilometri a sud-est di Torino. L’ipotesi più accreditata sulla causa della morte è quella che i tre siano stati intossicati da esalazioni di monossido di carbonio. Ma le indagini, in tal senso, proseguono.

E’ stato un idraulico a chiamare i soccorsi. L’uomo era arrivato alla cascina per eseguire un’operazione di riparazione. Dopo aver provato a più riprese a suonare il campanello e aver constatato che nessuno rispondeva o apriva la porta, l’operaio ha guardato all’interno dell’appartamento e ha notato che le luci erano accese. Insospettito, ha subito allertato i vigili del fuoco che, giunti sul posto, hanno forzato la serratura della porta d’ingresso e hanno rinvenuto i tre corpi privi di vita. Le vittime sono state trovate sdraiate nei rispettivi letti. Le due donne, Giuseppina e Margherita Tamagnone (80 e 75 anni), erano in una stanza. L’uomo, Tommaso Tamagnone di 85 anni, in un’altra. I tre erano contadini in pensione e convivevano da lungo tempo.

Alla cascina ‘Fornella’ di Riva presso Chieri, che si trova in via delle Moglie, sono presto arrivati i carabinieri della compagnia di Chieri, coadiuvati da colleghi giunti da Torino. I militari stanno compiendo i rilievi necessari a spiegare il triplice e improvviso decesso. Per il momento si ipotizza che la morte possa esser stata causata da un avvelenamento da monossido di carbonio, forse fuoriuscito da una stufa malfunzionante. Ma non si escludono altre ipotesi, come quella dell’intossicazione letale da cibo. Pare infatti che i tre avessero mangiato funghi durante il loro ultimo pasto. Sarà l’autopsia, probabilmente, a fare piena luce sulla vicenda.

Gianluca Bartalucci