Il mondo dello spettacolo in sciopero: più di un migliaio a Roma contro i tagli

 

E dopo il tappeto rosso dell’apertura ufficiale del Festival del Film di Roma lo scorso 28 ottobre, torna a farsi sentire chiaramente e limpidamente il settore intero del mondo dello spettacolo nel corso della manifestazione che ha avuto luogo ieri, lunedì 22 ottobre, presso il cinema romano Adriano. Tutti presenti in prima fila, da produttori a registi fino agli attori e autori, tecnici e sindacati e tutti con il medesimo scopo: lanciare il loro netto “no” ai tagli alla cultura previsti dalla Finanziaria 2011 oltre che al mancato rinnovo degli sgravi fiscali per il cinema e al tracollo del Fondo Unico per lo spettacolo.

L’intero mondo del cinema quindi in sciopero per un giorno con cinema, teatri, sale da concerto e circhi rimasti chiusi al pubblico ed anche set di film e fiction bloccati oltre all’assenza degli attori dai programmi tv: una grande, unica e compatta coalizione quindi che ha aderito con forza allo sciopero il quale, organizzato da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, ha registrato l’adesione di qualcosa come 250mila lavoratori facenti parte del mondo dello spettacolo. Solo per citare alcuni dei volti noti e celebri presenti, possiamo fare il nome di Paolo Sorrentino, Ettore Scola, Massimo Ghini, Fabrizio Bentivoglio, Caterina Guzzanti, Marco Risi, Francesco Siciliano, Blas Roca Rey o Mimmo Calopresti.

Giulio Scarpati, presidente dell’Associazione Attori Italiani ha incalzato spiegando come lui rappresenti tanti lavoratori senza lavoro ed occupazione alcuna in un settore che occupa qualcosa come 250mila addetti; l’attore si sente quindi interprete e rappresentante dei loro bisogni e delle loro richieste in quanto, dietro ad ogni film o produzione culturale che si voglia, c’è gente ed anche molta che lavora sodo.

Ed è sempre Giulio Scarpati che ricorda al ministro dei Beni e delle Attività Culturali Sandro Bondi di mantenere la promessa del rinnovo innanzitutto degli incentivi fiscali in quanto fondamentali per tutti coloro che investono nel cinema con il rifinanziamento dei tax credit e tax shelter. Altro punto importante e decisivo è quello di bloccare la delocalizzazione delle produzioni cineaudiovisive all’estero in quanto girare e lavorare fuori toglie guadagni in Patria.

L’ultima manovra varata dal Governo e che è stata oggetto della protesta generale è  il dl 78/2010 convertito in legge  122/2010 che reca misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica e che include e prevede nuovi e drammatici tagli che causeranno danni al patrimonio culturale del nostro Paese oltre a costringere teatri,  enti culturali e musei a non investire più del 20% del loro budget causando quindi il tracollo generalizzato del mondo dello spettacolo e della cultura. Se difatti il Fondo unico dello spettacolo nel 2008 equivaleva a 450 milioni di euro, in base a questa annunciata manovra sarà nel 2011 di 288 milioni.

Rossella Lalli