Premafin, ok aumento capitale sociale

Il cda di Premafin ha approvato l’aumento di capitale da 225,7 milioni di euro.

Il prezzo di sottoscrizione sarà determinato in funzione delle condizioni di mercato al momento dell’offerta.

A comunicarlo una nota della stessa finanziaria, che conferma anche l’impegno di Groupama ad acquistare i diritti dagli aderenti al Patto di Sindacato necessari a detenere una partecipazione del 17,1% della stessa Premafin.

In tal modo Groupama investirà complessivamente 145,7 milioni di euro, ripartiti tra il prezzo di acquisto dei diritti e il prezzo di sottoscrizione delle azioni.

“Gli aderenti al Patto – si legge nella nota – si impegneranno ad esercitare i diritti di opzione non ceduti a Groupama in misura tale da consentire agli stessi di detenere, ad esito dell’ integrale sottoscrizione dell’aumento di capitale, una partecipazione pari a circa il 34,2% del capitale sociale di Premafin. Gli aderenti al patto utilizzeranno per la sottoscrizione dell’aumento di capitale i proventi derivanti dalla vendita dei diritti di opzione eccedenti l’importo di 30 milioni di euro”.

La holding finanziaria destinerà “almeno 100 milioni di euro alla sottoscrizione di un aumento di capitale di massimi 460 milioni che dovrà essere deliberato da Fondiaria-Sai”.

Dalla nota si evince, ancora, che sono stati definiti gli accordi con Credit Suisse Securities (Europe), in qualità di global coordinator e di bookrunner, “aventi per oggetto l’integrale sottoscrizione dell’eventuale inoptato dell’aumento di capitale”.

Nelle scorse settimane si ipotizzavano, per questo ruolo, i nomi di istituti di credito quali Unicredit e SocGen, quest’ultima molto gradita alla famiglia Ligresti e storicamente vicina ai futuri soci francesi di Groupama, e, in ultima istanza, si intravedeva la formazione di un consorzio di garanzia ad hoc.

Ma da indiscrezioni di stampa era trapelato che alcuni contatti erano già stati avviati con il Credit Suisse di Federico Imbert, da sempre in buoni rapporti con l’Ingegnere Ligresti.

Così è stato e sembra che la fase di rafforzamento patrimoniale sia ora iniziata.

Marco Notari