Romani: per l’Italia nessun rischio Irlanda

Nessun rischio Irlanda: ad affermarlo con forza, scacciando via i timori di quanti sospettano che anche nel nostro Paese possa verificarsi il tracollo finanziario che ha messo in ginocchio la Grecia e l’Irlanda, è stato il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani.

Intervenuto ieri a un convegno a Rho, il sostituto di Claudio Scajola ha confortato i giornalisti che lo hanno incalzato sull’argomento: “L’Italia – ha detto – non corre il rischio di finire come l’Irlanda e la Grecia. Le leggi di stabilità approvate da questo governo sono tali che non corriamo nessun rischio di questo tipo”.

Romani non ha comunque nascosto le difficoltà che riguardano i conti pubblici italiani e la necessità di mettere a punto una riforma fiscale: “Il nostro Paese – ha spiegato – paga ogni anno 72-73 miliardi di interessi sul debito, uno zaino di piombo nella corsa europea dell’Italia”. A questa cifra si devono aggiungere 150 miliardi di evasione fiscale “tendenzialmente recuperabili”. “Questo combinato – ha continuato il ministro – fa aumentare la pressione fiscale che sulle imprese sane non è del 46% ma molto spesso oltre il 50%. Il modello italiano potrebbe funzionare meglio se non ci fosse questo fardello“.

Interpellato, infine, sul “caso Carfagna“: “Quello che non mi piace – ha detto il responsabile dello Sviluppo economico – è quando si fanno oscure minacce che non si capisce dove possono andare a colpire. In ogni grande partito come il nostro ci possono essere problemi di convivenza di tante anime. Il ministro Carfagna – ha notato Romani – evoca problemi che vanno al di là della sensibilità politica dell’area di appartenenza. Mi auguro che lottando all’interno del partito, come è giusto fare in caso di difficoltà – ha concluso – il ministro prosegua la sua azione”.

Maria Saporito