Sarah Scazzi: mattina del 26, Cosima era in casa


Cosima Serrano era in casa quel 26 agosto, giorno in cui la figlia Sabrina uccideva Sarah nel garage.

È quanto emerge dalle 54 pagine di motivazioni scritte dai giudici del Riesame, gli stessi che tengono la cugina della vittima in galera per i gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di inquinamento delle prove, e per il sospetto che possa tornare a uccidere, semmai l’abbia fatto sul serio.

Di una cosa sembrano convinti: l’innocenza di Misseri. Questi ha occultato il cadavere di Sarah prendendosi tutte le colpe, e successivamente, con un lungo percorso costituito da ben otto versioni diverse, rilascia la sua confessione finale: Sabrina ha ucciso Sarah.

Tra le pagine, ampia parte gode anche l’alibi di Cosima, che ha cercato miseramente di difendersi in questura. I troppi “non so” e “non ricordo” avevano insospettito gli inquirenti, sebbene abbia riferito che quel 26 agosto era a lavoro, la donna è stata contraddetta da una serie di avvenimenti.

I giudici parlano di una “constatazione oggettiva” quando spiegano la presenza della donna, e, di conseguenza, forse, la consapevolezza di ciò che accadde nel primo pomeriggio.

“La sua presenza è oggettivamente confermata dall’acquisizione di documentazione bancaria da cui risulta che costei, alle ore 12.18, aveva effettuato il versamento di due assegni bancari sul proprio conto corrente acceso presso la Banca di Credito Cooperativo di Avetrana”, si legge. A provarlo, anche un funzionario di banca, Angelo Carmelo, che il 2 novembre scorso confermava di aver ricevuto Cosima.

La credibilità di Michele è resa dalla genuinità dei suoi racconti: come quelli di Mariangela Spagnoletti, amica di Sabrina e prima a contraddire completamente le sue versioni, si rivelano precisi in quanto a orari e riscontri degli inquirenti. Non mente, e per lui potrebbero prospettarsi gli arresti domiciliari: non avendo ucciso Sarah né abusato del suo corpo senza vita, avrebbe partecipato solo all’occultamento per tenere la versione di Sabrina.

Carmine Della Pia