SBK, Haslam: “Nessun rimpianto per questa stagione”

Una delle sorprese più  inattese per questa stagione. Il pilota Leon Haslam, dopo varie stagioni incolori sia nelle derivate di serie che anche nel motomondiale, e` riuscito con Suzuki a dimostrare al mondo intero tutto il suo talento, comandando la classifica piloti nella prima parte di stagione e rimanendo l’unico avversario di Max Biaggi per l’iride. Un netto cambio di tendenza, una nuova carriera ed iniezione di fiducia che oggi consente all’ inglese di sorridere nonostante il titolo sfumato.

Chiudere secondo al mondo con una squadra semi-uffciale, per me, è stato un bel risultato, ho vissuto una stagione fantastica e mi sono divertito.” Umore positivo dunque, una immensa soddisfazione del lavoro svolto con la squadra giapponese. Bisogna infatti considerare che la casa madre non ha mai portato aggiornamenti, e tutto il team Alstare ha dovuto arrangiarsi con i pochi mezzi a disposizione: ” Abbiamo fatto un ottimo lavoro e ottenuto il massimo risultato possibile. La Suzuki aveva già deciso di non voler continuare lo sviluppo in Superbike e noi abbiamo dato il meglio per stare davanti.” Il secondo posto finale era davvero il massimo, ed averlo ottenuto ha regalato gioie speciali.

Inoltre Haslam ha dovuto battagliare contro un Biaggi in perfetta forma agonistica e mentale. Avversario dei piu` ostici e duri da battere, ma non per questo ha gettato la spugna alla prima difficolta`. L’inglese comunque si complimenta con l’italiano per il fantastico campionato: ” Max e`stato velocissimo e ha chiuso tutte le gare conquistando i punti, così si vincono i titoli.” Una perfomance di tutto rispetto, ma il 2011 sara` l’anno della riscossa.

Con la nuova moto BMW, l’appoggio della casa madre e la pura fame di successo, Leon si e` gia` canditato come uno dei pretendenti al titolo. La classe e velocita`dei campioni non mancano, manca solo il riscontro con una squadra davvero in grado di gareggiare ai massimi livelli. La sfida e` lanciata, e solo il migliore ne uscira` vittorioso.

Riccardo Cangini