Usa e Afghanistan imbrogliati dal “falso mullah”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:49

Oltre alle indiscrezioni dei giornali, era stato lo stesso comandante delle forze Usa, il generale David Petraeus, a parlare di un dialogo tra i talebani moderati e il governo afghano. Un dialogo in gran parte reso possibile dal mullah Mansour, un individuo molto vicino al grande capo dei talebani, il mullah Omar. Peccato che l’individuo che tutti – americani e governo afghano in primis– credevano fosse Mansour, in realtà era un impostore,

A scoprire quello che è (quasi) certamente un inganno, è stato  un individuo presente al terzo meeting tra talebani e afghani, svoltesi a Khandar. L’uomo che aveva conosciuto  il vero Mansoir  -secondo quanto rivela il New York Times– avrebbe detto agli americani “Non mi sembra lui”. E il fantomatico mullah – che in cambio della sua collaborazione aveva ricevuto protezione e anche denaro da parte degli Usa- da quel giorno è scomparso nel nulla.

E sono cominciate le speculazioni sull’identità del fantomatico Mansour. Gli aghani giurano che si tratti di un vero mullah, ma i servizi segreti americani non escludono che sia una spia dello stesso grande capo Omar, con lo scopo di confendere i nemici e carpire nuove informazioni. Ma potrebbe trattarsi anche di una manovra del servizio segreto pakistano, il temuto Isi, per disturbare qualsiasi trattativa tra governo afghano e ribelli pakistani. E non sarebbe la prima volta, già in passato l’Isi -che pretende che qualsiasi negoziato avvenga sotto il suo controllo- aveva arrestato un importante mullah dei ribelli, Baradar, per ostacolare i contatti avviati. 

(nella foto il mullah Omar)

Annastella Palasciano

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