Calciopoli, il giallo delle schede svizzere: “Sono intercettabili”

Le schede svizzere erano intercettabili, e certo non erano un sistema di comunicazione segreta“. Colpo di scena durante l’udienza di ieri del processo di Calciopoli in corso a Napoli. Il consulente di Mariano Fabiani (l’allora ds del Messina accusato di essere il “delfino” di Moggi) ha depositato una perizia secondo cui le schede svizzere sarebbero facilmente rintracciabili. “Si poteva anche abbinare il telefono alla sim svizzera – ha spiegato Giuseppe De Falco, questo il nome del consulente –, scoprendo il possessore: non so perché non l’abbiano fatto“.

Nel documento di De Falco, esperto da oltre 25 anni di questo tipo di indagini delle Forze dell’Ordine, si spiega come il collegamento tra le “celle” agganciate dal numero di Fabiani e la casa dello stesso dirigente non reggerebbe: “Le possibilità che le due cose siano legate è inferiore al 5%“. Dura la replica del pm Stefano Capuano, che ha fatto notare come quell’utenza sia stata segnalata anche in altre cinque luoghi lontano da Messina proprio in concomitanza con le trasferte della squadra siciliana.

151 NUOVE TELEFONATE – La giudice Casoria ha accettato la trascrizione di altre 151 telefonate, di cui ben 114 solo dalla difesa di Moggi (“Certo, avete chiesto un bel po’ di telefonate…“, la battuta della Casoria, cui l’avvocato Prioreschi ha risposto: “Ci hanno dato le chiavi per decrittare dieci cd con telefonate solo a settembre“). Le altre sono state richieste dalle difese di Pairetto (20), Racalbuto (11), De Santis (1) e Meani(1), più 4 dai pm Capuano e Narducci. Il perito avrà 60 giorni per trascrivere tutte le telefonate.

LA DIFESA DI CIRO VENERATO – In aula ha deposto anche Ciro Venerato, giornalista Rai che in quel periodo seguiva spesso la Juve. Accusato di essere stato agevolato da Moggi nella propria carriera, Venerato si è difeso con forza: “Una volta non mi mandarono a fare Lecce-Juve perché sapevano che ero antizemaniano. E’ vero, mi lamentai al telefono con Moggi, ma non solo con lui, anche con i dirigenti della Rai. Alla fine, con l’aiuto di Corvino, riuscii ad ottenere la designazione. Intervistai proprio Zeman, e mandai in onda un’esclusiva in cui il boemo disse cose molto dure nei confronti della Juve“.

Pier Francesco Caracciolo