MO, referendum sugli insediamenti

Sul ritiro dagli insediamenti decideranno i cittadini. Così ha deciso il parlamento israeliano sulla delicata questione di Gerusalemme est e Golan. Il premier Benjamin Netanyahu difende questa scelta, spiegano che attraverso l’opinione degli elettori si potrà evitare accordi a svantaggio.

Sui territorio di Gerusalemme est il governo israeliano sta mandando avanti il suo progetto di costruzioni. “Non faremo passi indietro” aveva detto Netanyahu, provando l’immediata reazione palestinese. Il piano di realizzazione di edifici a Gerusalemme est è stato approvato il quindici ottobre scorso, con 1300 unità abitative. Una decisione, secondo cui Neranyah sarebbe un guerrafondaio. Critiche anche da Stati Uniti, Ue e Onu. Già Barack Obama e Hilary Clinton si erano fatti promotori per una serie di incontri volti alla stabilizzazione del Medio Oriente.

Quanto alle alture del Golan, anche la Siria boccia la decisione di introdurre un referendum. “Non cambia nulla sul fatto – ha detto il ministero degli Esteri in un comunicato – che il Golan sia un territorio siriano e non puo’ essere parte di alcun negoziato”. Ottanta deputati hanno votato il disegno di legge, un terzo dei presenti. Netanyahu difende questo provvedimento, spiegando che solo gli elettori possono decidere sul loro interesse, laddove la politica internazionale non riesce a garantire.

Matteo Melani