Napolitano critica i tagli alla cultura. Subito in prima pagina su Libero e Il Giornale

Il Capo dello Stato nei giorni scorsi aveva chiesto meno concitazione e più serietà.
Alludeva all’esecutivo, al presidente del Consiglio o all’intera classe politica?

Visti gli articoli oggi di Libero e Il Giornale, qualcuno deve essersi all’interno della maggioranza.
Napolitano grillo parlante a spese nostre titola il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.

L’articolo critica Napolitano perché “ultimamente ha abbandonato la misura sobria e contenuta della prima ora e non passa giorno che non abbia qualcosa da dire e lo dica con tono sostenuto.
 Franco Bechis, giornalista di Libero continua.
‘Il vizietto di Giorgio, giocare al premier con i voti altrui’, è il titolo di un articolo in cui si sottolinea come più volte negli ultimi mesi Napolitano abbia preso le distanze da Berlusconi anche su cose che non gli competono, dai precari della scuola, al processo breve al ministro dello Sviluppo economico.
Le accuse, da parte del quotidiano che vanta crediti di 7 milioni di euro di soldi pubblici nei confronti dello stato per i finanziamenti all’editoria, non si fermano qui.

Si accusa il presidente della Repubblica di non avere più uno stile asciutto, distaccato. Forse dettato dall’esigenza di farsi perdonare un passato di cui non andar fieri a cominciare dalla difesa dell’invasione sovietica dell’Ungheria.

Adesso, ammonisce Belpietro, le cose sono cambiate. Per questo è ora di cambiare. Se c’erano dubbi sulla necessità di rivedere il ruolo del presidente della Repubblica, immaginando un’eleggibilità diretta che lo sottoponga a e un giudizio degli elettori, l’abuso fatto dal capo dello Stato li ha fugati.

Non poteva fare altrimenti il giornale capitanato da Sallusti, che parla di profeti della spesa coi soldi altri“. Nel mirino Fini e Napolitano. Al Giornale non sono piaciute le critiche del Colle ai tagli alla cultura. “Facile fare l’indignato con il portafoglio del governo. Non è un comportamento da uomo di Stato.

Dopo Boffo, Fini, Di Pietro  e la Marcegaglia le cose non sono cambiate, chi critica il governo, ragione o no che abbia, deve finire in prima pagina.

Matteo Oliviero