Nuova Zelanda: tutti morti i minatori

Si è verificata una seconda esplosione nella miniera neozelandese e il portavoce della polizia Gary Knowles ha informato tutti i giornalisti, in attesa di novità, alle 14:37 locali, che l’esplosione è stata molto più forte e violenta di quella di venerdì.

“Pensiamo che nessuno sia sopravvissuto a questa seconda esplosione” ha commentato, tristemente, Knowles. I familiari delle vittime hanno lasciato in lacrime la riunione organizzata d’urgenza dalla polizia.

I minatori, come si sa, erano rimasti intrappolati nel tunnel principale, lungo poco più di 2 km, della miniera di carbone a Pike River, venerdì scorso, dopo una violenta esplosione di gas metano.  Due altri minatori, invece, erano riusciti a fuggire. I soccorritori hanno usato apparecchi elettronici e robot allo scopo di accertare la presenza di vita nella miniera. Dopo questa seconda esplosione, però, non ci sono segnali di vita che lascino sperare in qualche sopravvissuto.

La Nuova Zelanda è sconvolta e in lutto per la triste sorte accaduta ai lavoratori della miniera di Greymouth, nell’isola del sud.  Il premier John Key in una conferenza stampa ha parlato di “una vera tragedia nazionale” e domani le bandiere saranno a mezz’asta. Si terrà una cerimonia funebre nazionale.

“La Nuova Zelanda è un Paese di dimensioni piccole, siamo tutti fratelli e ognuno di noi si prende cura dell’altro; perdere tanti fratelli in una volta, è una ferita profonda” ha detto Key. “In nome di tutta la nazione, porgiamo le nostre condoglianze ai figli che hanno perso i padri, ai genitori che hanno perso un figlio e a tutte le donne che hanno perso un fidanzato o un fratello” ha aggiunto commosso.

Parole di elogio ai soccorsi che hanno fatto il possibile, ma continuerà la ricerca del motivo per cui si sia verificata una tragedia simile. Una Commissione Ufficiale sarà nominata d’urgenza. Le vittime erano di età fra i 17 e i 62 anni, di cui 24 neozelandesi, due australiani, due britannici e due sudafricani.

Cosmo de La Fuente