Acqua: 127 i Comuni italiani in cui non è potabile

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:02

Troppo arsenico nell’acqua potabile di 127 Comuni italiani, soprattutto del Lazio, che rischiano di chiudere i rubinetti. Acqua che non potrebbe essere bevuta, né usata per cucinare. Ci sono anche acquedotti la cui acqua non dovrebbe essere destinata ai bambini di età inferiore ai 3 anni.

La Commissione europea ha respinto l’ennesima richiesta di deroga ai limiti di legge inoltrata dall’Italia lo scorso febbraio per la concentrazione di arsenico presente nell’acqua destinata ad uso potabile. Dieci microgrammi per litro è la quota di arsenico permessa dalla legge, ma dal nostro Paese era arrivata una richiesta di deroga fino a 50 mg per litro: una richiesta 5 volte superiore ai limiti di sicurezza che Bruxelles ha giudicato rischiosa per la salute dei cittadini, fissando il limite massimo a 20 mg per litro. Se la concentrazione di questa sostanza velenosa è maggiore, si va incontro a “rischi sanitari superiori, in particolare alcune forme di cancro“: è quanto afferma la Commissione europea in un documento del 28 ottobre, citando pareri dell’Organizzazione mondiale della sanità e dello SCHER (Scientific Committee on Health and Environmental Risks), comitato scientifico della Commissione stessa.

In questi casi i Comuni, le Regioni e le Province autonome devono informare adeguatamente e tempestivamente i cittadini, fornendo indicazioni specifiche per le categorie di popolazione più esposte a rischi e intervenendo con tempestività per riportare a livelli accettabili la presenza di sostanze nocive negli acquedotti (scegliere nuove fonti di approvvigionamento, diluire le fonti problematiche, processi di filtrazione per l’acqua). Berrà acqua potabile solo chi possiede impianti con filtri a osmosi inversa, efficaci nell’eliminazione di arsenico e boro.

Il provvedimento della Commissione europea riguarda 91 comuni del Lazio tra le provincie di Roma, Viterbo e Latina, 8 in Lombardia, 10 in Trentino-Alto Adige e 19 in Toscana. In questo documento trovate l’elenco delle zone in cui le concentrazioni di arsenico sono tali da non permettere un uso alimentare dell’acqua.

Se l’Italia non rispetterà il divieto, rischia un procedimento d’infrazione davanti alla Corte di Giustizia europea e centomila cittadini potrebbero restare senza acqua a seguito di una possibile raffica di ordinanze.

Adriana Ruggeri

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