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Alitalia, Baldassarre sotto accusa per aggiotaggio

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Il presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre rischia di finire sotto processo a Roma con l’accusa di aggiotaggio.

Per la Procura di Roma Baldassarre, già presidente della Rai, nel 2007 avrebbe diffuso  “informazioni false e fuorvianti” nella fase di privatizzazione dell’Alitalia in qualità di rappresentante di una cordata che aveva presentato una proposta d’acquisto della compagnia di bandiera italiana.

Il caso è stato sollevato dalla trasmissione Rai Report e la replica del professore, diffusa dai suoi legali, non s’è fatta attendere.

“Apprendo con stupore da fonti giornalistiche che la Procura della Repubblica di Roma ha formalizzato una richiesta di rinvio a giudizio senza che di ciò io, unitamente ai miei difensori, ne sia stato informato”.

“La gravità delle modalità attraverso le quali, ancora una volta, i diretti interessati vengono messi a conoscenza di iniziative giudiziarie che, per legge, dovrebbero essere ancora riservate, si aggiunge all’abnormità delle accuse che mi vengono formulate – continua la nota – Secondo le citate fonti giornalistiche la richiesta di rinvio a giudizio ha ad oggetto la mia attività di assistenza legale prestata a favore di un gruppo di imprenditori che mi conferirono mandato per iscritto per rappresentarli legalmente”.

“L’accusa fonda la sua iniziativa sul presupposto che, in occasione della presentazione dell’offerta di acquisto non vincolante della compagnia, sarebbero stati allegati documenti e dichiarazioni che, solo all’esito di complesse attività di indagine, sono risultati falsi”.

“Benchè abbia dimostrato con prove inoppugnabili la correttezza del mio operato quale legale e mandatario degli operatori commerciali che ho assistito, inspiegabilmente la Procura di Roma, non solo mi individua come unico soggetto responsabile di un’asserita manovra di turbativa del mercato, ma ha addirittura ignorato che fui proprio io, in tempi non sospetti, non appena presa consapevolezza pochi giorni dopo la presentazione dell’offerta non vincolante della falsità dei documenti di cui si tratta, a denunziare la manovra all’autorità giudiziaria”.

”La gravità dei fatti colpisce non solo la mia persona, ma costituisce un pericoloso precedente che mina l’autonomia e la libertà professionale dell’avvocato per la quale cosa informerò anzitutto il Consiglio Nazionale Forense”.

Di tutt’altro avviso i magistrati della procura capitolina, per i quali Baldassarre “era al corrente della falsità dei documenti per esserne stato informato da responsabili della banca Ubs nel novembre 2007 (e dunque prima della presentazione della citata offerta)” e li avrebbe “deliberatamente utilizzati allo scopo di accreditare falsamente la consistenza del gruppo e di riproporlo come partecipe della competizione, superando la decisione assunta dal Cda Alitalia il 7 novembre 2007 di escludere il gruppo stesso dalla procedura utilizzata all’acquisizione delle quote delle azioni”.

Tutto ciò “si inseriva nel contesto di una complessiva condotta posta in essere dagli indagati e caratterizzata dalla reiterata diffusione agli organi di informazione di notizie prive di fondamento sulla consistenza economica della cordata, sulla disponibilità dei partners autorevoli e sulla serietà e credibilità dell’offerta di acquisto“.

“Tali illecite condotte – per gli inquirenti – intervenivano in una fase nella quale si stavano decidendo le sorti di Alitalia ed erano idonee a condizionare tempi e modalità di svolgimento della programmata operazione di cessione delle azioni detenute dal ministero dell’Economia”.

Marco Notari

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