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Berlusconi: senza la fiducia si andrà a votare

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La “road map” del presidente del Consiglio prevede il varo del Piano per il Sud e l’approvazione della riforma della Giustizia. Obiettivi che il premier spera di centrare senza troppe difficoltà, in modo da giungere in condizioni stabili alla fatidica data del 14 dicembre, quando il suo esecutivo sarà messo sotto esame dal Parlamento.

Continuiamo a lavorare sui cinque punti sui quali abbiamo ottenuto la fiducia – ha detto oggi Berlusconi nel corso dell’incontro con le parti sociali che si è svolto a palazzo Chigi – venerdì ci sarà il varo del Piano per il Sud e martedì la presentazione al Consiglio dei ministri della riforma della giustizia. Contiamo il 14 di avere la fiducia a Camera e Senato. Altrimenti – ha  subito precisato il premier – ci recheremo al Colle per chiedere nuovo elezioni“.

Per il Cavaliere, insomma, l’ipotesi di un governo tecnico incaricato di rilanciare il Paese senza ricorrere alle urne è improponibile. Di più: anche la soluzione delle elezioni appare al premier inconveniente e per questo, nel corso del vertice con i sindacati, ha voluto rimarcare il suo personale atto di accusa: “Chi ha creato questa condizione – ha detto rivolgendosi implicitamente ai “finiani” – deve sapere che in un momento di crisi economica internazionale è da irresponsabili andare al voto. Avevamo un esecutivo e una maggioranza solida. Speriamo ci siano le condizioni per portare avanti il programma”.

Ma da ottimista incallito, il presidente del Consiglio non ha mostrato segni di sconforto e ha, anzi, confidato di nutrire forti speranze sulla tenuta del suo governo. A far sorridere il premier, inoltre, ci sarebbero i successi ottenuti in campo internazionale: “Stiamo facendo un grande lavoro – avrebbe detto Berlusconi alle parti sociali – soprattutto con grandi risultati in politica estera“.

Il faccia a faccia di oggi si sarebbe, infine, arricchito di un simpatico siparietto tra il presidente del Consiglio e la nuova numero uno della Cgil, Susanna Camusso. ”Non leggo i giornali e non guardo la tv” avrebbe detto il premier nel corso dei lavori, incassando dalla sindacalista una fulminea smentita: “Non si direbbe“, con riferimento alla telefonata di martedì scorso alla trasmissione di Rai3, “Ballarò“. Svelta la replica di Berlusconi che si sarebbe così giustificato: “‘Guardavo il Milan poi nell’intervallo ho visto un servizio mistificatorio. Prometto di non guardare più la tv tra il primo e il secondo tempo di una partita”.

E al nuovo segretario della Cgil il Cavaliere avrebbe rivolto anche un’altra battuta: “Ho apprezzato i suoi interventi televisivi – le avrebbe detto il premier – tantissimi auguri. Più cattiva della Bindi però non riuscirà a essere mai“.

Maria Saporito