Bondi sistema tutti

Non c’è pace per il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. Il rotondo coordinatore del Pdl è ultimamente bersagliato da una raffica di accuse – mosse dai più differenti fronti – volti a screditarlo e a dubitare sulla sua imparzialità. Dopo la notizia dell‘assunzione del giovane Fabrizio Indaco (figlio della sua compagna, Manuela Repetti) presso la direzione generale del ministero dei Beni culturali che si occupa di cinema, arrivano infatti altre due “bombe” a minare la credibilità di Sandro Bondi.

La prima: la notizia che Fabrizio non sarebbe l’unico Indaco ad avere ricevuto agevolazioni dal generoso ministro, ma che anche suo padre, Roberto Indaco, abbia in  qualche modo beneficiato dalle nuova “parentela”. Indaco senior, infatti, compare tra i fortunatissimi beneficiari del Fus 2009 per una consulenza in “Arte e Moda” che gli avrebbe fruttato 25 mila euro.

Il ministro ha tentato ieri di difendersi durante il question time alla Camera: “È una caccia all’uomo come non se ne vedevano da decenni. Sono sotto accusa perché ho cercato di rinnovare e proporre riforme”. E alle accuse inerenti i presunti favoritismi al figlio e all’ex marito della sua attuale compagna: “Sono intervenuto solo per risolvere due casi umani – ha risposto Bondi – Si tratta di una storia privata”.

Ne è poco convinto il giornalista Filippo Facci, che su “Libero”, giornale notoriamente vicino al centrodestra, ha scritto: “Bondi sta sistemando i suoi casini familiari a spese nostre“.

La seconda “bomba” scagliata contro il verecondo coordinatore del Pdl è giunta invece dalle colonne de “Il Fatto Quotidiano“, che ha ieri riferito i particolari della presunta, ennesima imprudenza commessa dal ministro. Di che si trata? Secondo quanto raccontato dal giornale di Antonio Padellaro, Bondi si sarebbe molto speso per organizzare una faraonica cerimonia di premiazione, in occasione dell’ultimo Festival di Venezia, per Michelle Bonev.

“C’è un’amica molto cara al ministro bulgaro e al premier – avrebbe spiegato Bondi a Nicola Borrelli, direttore generale del ministero dei Beni culturali, sezione cinema – una brava ragazza, si chiama Michelle Bonev. Dice che vuole andare al Festival di Venezia e che partecipare non le basta più. Il nostro presidente Berlusconi le ha promesso che lo vincerà e che sarà una bellissima serata, piena di luci e colori”.

Come uscire dal cul de sac? Sandro Bondi riesce a venirne a capo e commissiona una targa speciale da destinare alla bella Michelle. “Premio speciale della Biennale assegnato in occasione del 60° anniversario della Convenzione europea per la Salvaguardia dei diritti umani delle Libertà fondamentali” Firmato il Ministro per i Beni e le Attività culturali. Una targa che inorgoglirà la Bonev, convinta di essere stata eletta “reginetta” del Lido.

A completare l’ingeneroso quadro del ministro “sistema tutti” anche le rivelazioni riferite da “Il Secolo XIX” che ha raccontato che tra i beneficiati del Fus ci sarebbe anche la banda musicale di Novi Ligure, il paese dove vive la compagna del ministro. Non solo: nell’interminabile gioco di coincidenze azionato da Sandro Bondi rientrerebbero anche i finanziamenti destinati alla compagnia teatrale di Mariano Anagni, vicina a Fivizzano, paese natale di Bondi. Duecentottantacinque mila euro di incredibile casualità.

Maria Saporito