Di Pietro contro la Gelmini: “Il classico politico, vive nel suo bunker”

maria stella gelmini

Non ha avuto dubbi sin dall’inizio, Antonio Di Pietro, a schierarsi dalla parte degli studenti. Lui, che sessantottino non è mai stato, e nemmeno un estremista di sinistra, appoggia in toto la protesta di liceali e universitari. Il leader dell’Italia dei Valori usa parole forti contro il ministro dell’istruzione Mariastella Gelmini, accusata di dire soltanto bugie e di fare pura retorica.

Queste il messaggio dell’ex magistrato di Mani Pulite agli universitari e ai liceali: “Il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, ha detto che voi studenti, che siete qui sul tetto dell’università a protestare, state soltanto facendo una passerella, come se steste qui a prendere un po’ di freddo. È il classico caso di un politico chiuso nel bunker che non sa cosa succede fuori. Il ministro dell’Istruzione sa solo dire che “gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo”, è come il bue che dice cornuto all’asino. Allora perché non viene lei qui sul tetto a spiegare quali sono, se ci sono, i vantaggi della riforma? Mi sa, però, che la Gelmini sui terrazzi sale solo per prendere il sole”.

Per Di Pietro questo governo non è in grado di dare risposte concrete al Paese ed è incapace di ascoltare le istanze altrui: “La verità è che le proteste che sorgono in tutta Italia, di studenti, ricercatori, operai, sono la buccia di banana sulla quale sta scivolando la credibilità del governo Berlusconi. Che immagine dà all’opinione pubblica? Sulle manifestazioni contro i rifiuti a Napoli ha detto che la protesta è inutile, sugli studenti sta dicendo che sono lamentele fini a se stesse e così pure sugli immigrati di Brescia. Intanto il malcontento è diffuso, perciò evidentemente i problemi ci sono. Noi dell’Italia dei Valori ci battiamo da sempre per soddisfare le richieste del mondo dell’università e della ricerca, ma purtroppo – ha detto ancora Di Pietro – ci scontriamo con una chiusura totale del Parlamento, con la mancanza di disponibilità della Gelmini ad ascoltarci”.