E Prodi va in seminario con il Pd

Tra la famiglia e la politica Romano Prodi ha già scelto. Lo ha fatto due anni fa, quando alla caduta del suo governo, ha deciso di abbandonare l’avventura del Pd per ritornare nella sua amata Bologna. Lo ha fatto con garbo e senza schiamazzi, lasciando in eredità al carosello politico l’esperienza (quasi aliena) di un uomo forse troppo mite e disinteressato per manovrare l’ingestibile centro-sinistra.

Oggi il Professore è tornato sulla scena, ma soltanto per poco. Prodi ha, infatti, deciso di accettare l’invito a partecipare al seminario organizzato dal gruppo Pd alla Camera all’abbazia di Spineto. Un incontro per parlare di politica estera, a cui il Professore non ha voluto mancare. “Faccio il nonno e il professore – ha detto l’ex premier ai cronisti incuriositi dalla sua presenza – mi è sembrato giusto e doveroso venire tra amici quando mi hanno chiesto di parlare di politica estera, ma questo non cambia minimamente i miei programmi e la mia vita”.

Per quanto il Professore abbia ammesso di credere ancora molto nel progetto del Pd: “Se vengo qui – ha detto ai giornalisti – è perché penso che sia ancora un progetto valido“. E a chi gli ha chiesto se sia possibile ipotizzare un suo rientro in grande stile sulla scena politica, magari dalle parti del Quirinale: “Lasci stare” ha riposto Romano Prodi.

A non fare mistero della gioia procurata dalla presenza dell’ex presidente del Consiglio al seminario di Spineto è stato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. “La presenza di Romano Prodi è una festa per noi – ha detto – Una bella giornata. Prodi è Prodi, è all’origine di questa avventura e ci può dare indicazioni preziosissime perché è e resta un riferimento”.

Per il leader dei democratici, il Professore, a modo suo, fa ancora politica: “Basta leggerlo, vedere che dice, la fa a modo suo – ha ribadito Bersani – e credo anche si diverta parecchio”. E ad esplicita domanda su come abbia fatto Prodi a vincere più volte Silvio Berlusconi alle elezioni, Bersani ha fornito una risposta convinta: “Non perché veniva da fuori – ha spiegato – ma perché rappresentava una novità rispetto alla politica ordinaria. Ha vinto perché ha dato l’idea di essere una persona seria e interessata a fare qualcosa per il Paese, con un atteggiamento sobrio, pulito e serio. Incrociò un bisogno – ha concluso Bersani – che secondo me c’è ancora”.

Maria Saporito