Ministro Romani: “Chi ha la luce in casa deve pagare il canone Rai”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:50

Il Ministro per lo Sviluppo Economico Romani, subentrato dopo le dimissioni di Scajola, non ha dubbi, chi ha un contratto per la luce in casa, deve pagare il canone Rai.
Questo perché, secondo Romani, se uno ha l’elettricita’, ha anche l’apparecchio tv. Chi non ha la televisione dovra’ dimostrarlo e solo in quel caso non paghera.

La riforma del canone, afferma il ministro, sara’ presentata o col decreto milleproroghe o comunque entro l’anno e servira’ ad azzerare la grande evasione: ‘Circa il 30 per cento di chi dovrebbe pagare il canone non lo fa’.

Per questo, assicura Romani, dal 2012 l’importo si ridurra’ ”secondo il principio che se pagano tutti, pagano meno”.

Secondo l’Aduc, L’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, l’idea non risolve l’incertezza legata agli apparecchi classificabili come “tv” o, per dirla con le stesse parole della legge R.D.L.21/02/1938 n.246, come “apparecchi atti o adattabili alla ricezione dei programmi televisivi“.
Inoltre, spiega Vincenzo Donvito, presidente dell’Aduc, “con questo nuovo metodo si creerebbero disagi ai cittadini: basti pensare a chi ha la doppia casa che si ritroverebbe a pagare il canone Rai due volte, oppure agli studenti in case in affitto che pagano l’energia elettrica ma non hanno il televisore“.

In realtà, ha detto ancora Donvito al sito pubblicaamministrazione.net , il metodo Rai di esazione sarebbe identico all’attuale solo che i presunti evasori da scoprire sarebbero di più: i contratti della luce sono notoriamente molti di più delle residenze anagrafiche. Siamo curiosi di sapere come la Rai farà a farsi dare dai 250 gestori di servizi elettrici gli elenchi dei loro clienti, visto che qualche anno fu imposto ai commercianti che vendevano apparecchi tv di fare altrettanto e l’imposizione durò poco visti gli scarsi risultati e l’aumento della clandestinità“.

Perché, dice sempre il presidente dell’ Aduc a pubblicaamministrazione.net, non si fanno pagare i canoni alle Poste, alle banche e ad altre grandi aziende? Perché non fare una gara pubblica per il servizio di informazione per affidarlo al miglior offerente per prezzo e qualità? Servizio pubblico che potrebbe essere pagato direttamente dallo Stato, con altre imposizioni fiscali indirette e comunque mettendo una parola fine a questa barzelletta del canone-abbonamento-imposta”.

Insomma, in parole povere, se non siete soddisfatti della Rai, e i dati lo dimostrano visto il calo vertiginoso di spettatori, visto che sono molte le richieste di chiusura dei contratti Rai, viste le casse sempre più vuote che la Rai si ritrova, non vi resta che vivere al buio.

Matteo Oliviero

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