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Parentopoli: Sandro Bondi attacca i quotidiani

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sandro bondi

Sandro Bondi non ci sta. Il ministro della cultura non ci sta a passare per quello che sistema parenti e si inventa premi per gli amici degli amici. L’ex comunista, oggi fedelissimo del presidente del consiglio Berlusconi, annuncia querele e attacca quei giornali che hanno osato criticarlo: Il Fatto Quotidiano, Il Secolo XIX e il Corriere della Sera.

Bondi si sente vittima di “una campagna di stampa contro la mia persona, alimentata da ogni sorta di accuse false e infondate”.

“Da circa un anno – ha detto ancora l’esponente del governo Berlusconi – sono sottoposto ad una violenta campagna di stampa finalizzata a distruggere la mia immagine pubblica, una campagna di stampa che coinvolge ora anche la mia vita familiare con gravi diffamazioni nei confronti della mia compagna Manuela Repetti. Poiché lunedì prossimo il Parlamento discuterà una mozione di sfiducia individuale nella mia veste di Ministro della Cultura presentata dal Pd e dall’Idv, in questi giorni si è scatenata una campagna di stampa contro la mia persona, alimentata da ogni sorta di accuse, per affastellare nuovi argomenti e per far salire la tensione politica in vista del voto finale”.

Se il Fatto Quotidiano si è occupato degli incarichi affidati al figlio e al quasi ex marito della compagna di Bondi,  Roberto e Fabrizio Indaco (circa 20.000 euro l’anno ciascuno), il Secolo XIX si è concentrato sui fondi destinati agli enti teatrali, sottolineando numerose “stranezze”.

“Per Fivizzano – scrive il quotidiano genovese -, piccolo comune della Lunigiana dove Bondi esordì da sindaco del Pci, zero euro. A voler essere pignoli , spostandosi nella vicina Massa, colpisce solo il maxi-stanziamento da 285.768 euro finito alla “Compagnia teatrale Lavia Sas di Anagni Mariano”. Diciamo che fanno un po’ sorridere, se paragonati ai 170 mila euro concessi ai colleghi del Teatro Stabile Massimo di Palermo. Ma sono pur sempre 15 mila in meno di quelli stanziati per lo Stabile di Firenze”.

Per Bondi è tutto fango e strumentalizzazione giornalistica. Ma forse, più che di risposte generiche e intrise di retorica, sarebbero preferibili parole precise, da parte del ministro della cultura, per spiegare come soldi e incarichi vengono distribuiti. Conta l’amicizia e la parentela, oppure il merito?