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Se l’onorevole porta in Aula il sacchetto della spazzatura

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Alla Camera ieri si discuteva (animatamente) la riforma universitaria proposta dal ministro Gelmini, ma il deputato dipietrista, Franco Barbato aveva altro per la testa. Con sé aveva, infatti, portato un sacchetto di rifiuti, intenzionato a dire la sua sull’emergenza campana e sull’intervento telefonico del presidente del Consiglio alla trasmissione “Ballarò“.

E’ accaduto allora che un imbarazzato Gianfranco Fini ha tentato di richiamare il deputato all’ordine, pregandolo di mettere da parte il sacchetto, ma così non è avvenuto. Barbato ha continuato a richiedere la parola e a lanciare – con la busta nera in mano – anatemi contro il governo incapace di risolvere l’emergenza in Campania. Dopo il secondo richiamo del presidente della Camera, il dipietrista è stato allora espulso e invitato ad abbandonare l’Aula, scortato dai deputati questori.

Ma non è tutto perché mentre Barbato guadagnava l’uscita, dai banchi della maggioranza si levava unanime un coro di “buffone“, accompagnato da qualche schiaffo assestato alla nuca dell’esponente dell’Idv. “Uscendo – ha raccontato lo stesso Barbato – sono stato aggredito da alcuni parlamentari, credo del Pdl. Uno di loro mi ha dato diversi schiaffi, colpendomi all’occhio sinistro”.

Una versione sbugiardata da un esponente del Pdl che ha convertito gli schiaffi in “buffetti” e ha ironizzato sullo stato di salute mentale del dipietrista e sulla sua straordinaria capacità immaginifica. A dimostrare però che quelle rivolte a Franco Barbato non siano state proprio carezze ci sarebbe il referto medico rilasciato dai sanitari del Policlinico Gemelli (orgogliosamente ostentato dallo stesso Barbato nel corso del telegiornale serale di Enrico Mentana) in cui si certifica un trauma all’occhio sinistro.

“A Napoli e provincia – ha continuato Barbato – c’è un’emergenza vera, di fronte alla quale il governo è assente. Anzi chi ne parla viene considerato un mistificatore, come è accaduto ieri sera a Ballarò. Porterò 1, 10, 1.000 sacchetti alla volta sul tavolo del governo che non può essere assente di fronte a tutto questo”.

“Governo e Parlamento – gli ha fatto eco Antonio Di Pietro – devono affrontare al più presto il problema spiegando in modo trasparente come stanno i fatti, non con le aggressioni, rifiutando il dialogo e con le menzogne di Berlusconi. Ci sono 20 anni di responsabilità – ha tuonato l’ex pm – che coinvolgono tutta la classe politica”.

Maria Saporito