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Seicento intellettuali al Senato per dire “No alla morte della cultura”

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Seicento intellettuali italiani e stranieri questa mattina hanno firmato e lanciato, dalla Sala Nassirya del Senato, un accorato appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

“No alla morte della cultura” è il grido di protesta dei firmatari che, a gran voce, hanno chiesto le dimissioni del ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Sandro Bondi, definito “fantasma” per l’inadeguatezza “nella gestione del più grande patrimonio del mondo”.

Gli stanziamenti per la cultura in Italia sono, infatti, solo lo 0,20% del bilancio dello Stato, contro lo 0,90% della Francia e l’1,20% dell’Inghilterra.

L’appello, che ha messo in luce anche gli errori commessi nel patrimonio artistico de L’Aquila, dopo il terremoto, e di Pompei,  è  promosso dall’Associazione Nazionale dei Tecnici per la Tutela dei Beni Culturali e Ambientali, insieme con l’Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, l’Associazione Culturale Silvia Dell’Orso, l’Associazione Nazionale Archeologi, il Comitato per la Bellezza, Italia Nostra e la Rete dei Comitati per la difesa del territorio.

Valentina De Simone