Università, Gelmini: “Studenti difendono baroni”

Gli studenti che contestano la riforma dell’Università “rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo”. A riferirlo è il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che parlando a ‘La telefonata’ su Mattino 5 sottolinea che ”è la saldatura fra i baroni e una parte degli studenti l’elemento più anomalo della protesta”.

Secondo la Gelmini, “è da respingere il tentativo maldestro di alcuni di addebitare al governo o ai tagli l’inefficienza del sistema universitario. I soldi ci sono sempre stati, ma sono stati usati male”.

“Finora le risorse sono state impiegate – spiega il Ministro – per moltiplicare posti, corsi di laurea inutili e sedi distaccate non necessarie”. La Gelmini punta il dito contro il leader del Pd, Pierluigi Bersani, salito sul tetto della facoltà di architettura a Roma per parlare con i manifestanti. “E’ una sceneggiata irrispettosa”, dichiara il Ministro.

“Alcuni studenti – aggiunge – vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che hanno deciso di inscenare una sceneggiata sui tetti delle università. Bersani in questo modo si dimostra poco rispettoso nei confronti dell’Aula che sta discutendo una riforma che rivoluziona l’università italiana. Ai leader della sinistra dico che non basta salire un’ora sul tetto per far dimenticare come la sinistra ha ridotto l’università pubblica in Italia, impedendo che venisse premiato il merito. Sono stati umiliati i migliori per promuovere parenti e amici”.

Infine, un commento sul tentato assalto a Palazzo Madama. ”Ho sempre rispettato le proteste – dichiara la Gelmini – ma la forma che hanno assunto quelle di ieri è stata totalmente inaccettabile: assaltare il Senato, fare in modo che ci siano tafferugli in diverse università in diverse città, non credo che sia un modo corretto e propositivo di esprimere una opposizione”.

Le risorse sono state trovate, conclude il Ministro, ”ma evidentemente chi non vuole il cambiamento riesce anche a strumentalizzare gli studenti. Chi ha posizioni di privilegio, consolidate dentro l’Università, non vede di buon occhio una legge che introduce la trasparenza nei concorsi, che si batte per eliminare parentopoli e raccomandazioni, che elimina i finanziamenti a pioggia privilegiando i risultati e impone alle universita’ i conti in ordine”.

Raffaele Emiliano