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Bot e Ctz, crescono i rendimenti

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Titoli di Stato su nelle aste di novembre.

Dopo il panico sollevato dalla crisi irlandese, l’attesa degli investitori nostrani e non era tutta per i risultati delle aste dei titoli di Stato con scadenze inferiori ai 24 mesi.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze ha messo sul piatto tassi molto più alti rispetto a quelli praticati alle aste di ottobre e i risultati sono stati alquanto soddisfacenti.

Per il BOT semestrale, infatti, è stato fissato un rendimento pari all’1,483%, ad un prezzo di aggiudicazione di 99,395, mentre all’asta di fine ottobre il tasso era l’1,203%.

Per i Ctz con scadenza 31 agosto 2012, il tasso è balzato al 2,307%, rispetto all’1,767% del collocamento di fine ottobre, per un prezzo di aggiudicazione di 96,0

La collocazione ha riguardato 8,5 miliardi di euro di Bot a 6 mesi in scadenza nel maggio 2011 e 2 miliardi di euro di Ctz a 2 anni in scadenza agosto 2012.

La domanda per il BOT semestrale è stata pari a 13,87 miliardi di euro, con un rapporto di copertura (titoli richiesti/titoli offerti) dell’1,63.

La richiesta di Ctz è stata di 3,65 miliardi, con un il rapporto di copertura dell’1,83.

Già all’asta di metà novembre la richiesta di titoli di Stato a breve era stata molto sostenuta: per il BOT annuale si erano registrate richieste per 11,5 miliardi di euro, rispetto ad un’ offerta limitata a 5,5 miliardi, con un rapporto di copertura di 2,09.

Da segnalare, però, che il rapporto di copertura delle aste di novembre è stato inferiore a quello registrato sulle stesse emissioni avvenute ad ottobre, ad eccezione del Ctz, che ha replicato lo stesso livello.

A compensare il timore di una crisi finanziaria “a catena” e tenere alta la fiducia degli investitori sui titoli a breve ci hanno pensato i rendimenti.

Marco Notari