Brasile, guerra ai narcos: esercito e carri armati nelle favelas

E alla fine sono arrivati i mezzi pesanti. L’escalation di crimini e lo spaccio di droga dovevano essere fermati e così le autorità brasiliane sono ricorse alle maniere forti. 30 morti e 153 arrestati è il bilancio dei cinque giorni di guerriglia scatenatasi a Rio de Janeiro tra la polizia e i narcotrafficanti.

Gli scontri sono cominciati nella notte tra sabato e domenica e ieri, dopo cinque giorni intensi di guerriglia, le autorità hanno deciso di venire a capo della situazione. I carri armati dell’esercito brasiliano hanno assaltato le favelas di Vila Cruzeiro e dintorni, producendo l’arresto di 153 narcos e il sequestro di armi e stupefacenti. Le vittime sono circa 30, tuttavia alcuni sono semplicemente civili che sfortunatamente si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Nonostante la dura opposizione dei narcos, che hanno incendiato numerosi bus e automobili e fucilato tre stazioni della polizia, la realizzazione di tale operazione era necessaria per riportare sicurezza e dominio nella zona.

Dimenticatevi del Carnevale, delle bellissime spiagge e delle modelle mozzafiato. Rio de Janeiro, per quasi una settimana, è stata molto più simile a Kabul, capitale dell’Afghanistan, dove la presenza di militari non desta più sorpresa e la morte è all’ordine del giorno.

“È la prima volta che vedo i blindati – racconta un docente che frequenta quotidianamente la favela – ma è necessario, è l´unico modo di affrontare questi narcos”. Tuttavia, non sono tutti dello stesso parare. Giovani e giovanissimi si aggirano per il quartiere in sella a motociclette e armati fino ai denti. Il loro obiettivo è fermare la polizia e impedire l’arresto dei narcos. “Qui a Vila Cruzeiro, ci sono sparatorie tutti i giorni – afferma una testimone – ma adesso le due fazioni di narcos rivali si sono unite contro la polizia”. In poche ore è tornata la calma nella favela di Vila Cruzeiro. È tuttavia impensabile che le autorità non riescano a fronteggiare delinquenti e narcotrafficanti senza dover ricorrere a misure estreme.

Le difficili condizioni di ordine pubblico destano non poche preoccupazioni nel comitato organizzativo dei Mondiali di Calcio e delle Olimpiadi. Infatti, il Brasile ospiterà i due eventi sportivi, rispettivamente, nel 2014 e 2016. L’elevato tasso di omicidi e la capillare diffusione dello spaccio di stupefacenti sono problemi che le autorità dovranno fronteggiare al più presto. Tuttavia, il tempo è dalla loro parte. (Fonte foto: RaiNews 24)

Emanuele Ballacci