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Computer: venduto all’asta per 158mila€ il primo Apple prodotto

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Apple Computer, 1976. Se in informatica gli esempi di antiquariato non sono molto “vecchi”, questo non vuol dire che non siano apprezzati. In questo caso vecchio o giovane non importa, importa forse di più il “primo”, come è accaduto ad un’asta tenutasi da Christie’s dove un italiano si è aggiudicato un “Apple I”, il primo personal computer o microcalcolatore,  prodotto dall’omonima Apple.

Ad ritirare  il “premio” l’italiano Marco Boglione presidente di Basic-net, società operante nel campo della moda che lavora per marchi del calibro di Robe di Kappa, K-Way, Superga, AnziBesson, Lanzera e Jesus Jeans.

Già nel 1999 ad un’ altra asta era stato venduto un Apple I per la cifra di 50 mila dollari, anche  se il prezzo medio stimato era più basso. Il pezzo che si è aggiudicato Boglione è valso 156mila€, questo perchè è completo di tutto anche della fattura firmata dallo stesso Jobs oltre ad una sua lettera in cui ci sono spiegazioni sul prodotto e, cosa alquanto curiosa, viene riportato l’indirizzo della sede legale dell’allora Apple Computer, il box della casa dei genitori di Jobs.

Per la storia della tecnologia il 1976 è una data lontana, per la storia così come la studiamo è praticamente ieri; proprio quell’anno Steve Jobs e Steve Wozniak costruivano a mano il primo PC a microprocessore di una serie che è giunta ai giorni nostri simbolo della tecnologia di eccellenza. L’Apple I venne prodotto in circa 200 esemplari e venduto al costo di 666 dollari a pc, compresa scheda madre fatta a mano che possedeva, grandioso per l’epoca, un uscita per connettere un unità di output video e un’altra per l’apparecchio di input ossia una tastiera; si pensi che i primi calcolatori avevano a disposizione schede perforate per inserire i programmi e i dati da elaborare e che le successive generazioni, pur avendo la tastiera per immettere i dati, avevano stampanti per l’uscita dei risultati ( dischi magnetici a parte).

L’Apple I non sarà stato il primo calcolatore a gestire tastiera e monitor ma per il tempo per un PC ossia un Personal Computer che ognuto poteva  comprare e usare (dollari a parte) era veramente il massimo. Possedeva 8kb di memoria, 30 chip, un microprocessore 6502 e aveva un optional: era possibile comprare per circa 75 dollari un unità a “cassetta” per il trasferimento dati.

Boglione in anni di collezionismo è venuto in possesso anche di altri goielli dell’informatica quali l’Altair 8800, il Commodor Pet del 1977 e l’Ibm 5051. In un’intervista ha dichiarato “A Torino abbiamo il museo del cinema e della fotografia. Potremmo pensare ad un museo della rivoluzione informatica”. Il nuovo arrivo sarà comunque esposto all’inaugurazione del flagship store di K-Way,  assieme agli altri tesori informatici.

I.T.