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Di Pietro contro Bondi: “Ministero non serva a sistemare parenti”

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sandro bondi

Antonio Di Pietro ha chiesto le dimissioni del ministro della Cultura Sandro Bondi. Il leader dell’Idv si è scagliato contro il fedelissimo di Berlusconi per la sua visione privatistica del dicastero. In un periodo in cui la cultura e lo spettacolo subiscono tagli pesantissimi, spiega il leader dell’Italia dei Valori, Bondi si preoccupa di sistemare i parenti della compagna e spreca denaro pubblico. Questo, almeno, stando a quanto hanno scritto alcuni giornali, come Il Fatto Quotidiano e Il Secolo XIX.

Bondi si dimetta prima che il Parlamento lo sfiduci – scrive sul proprio blog Antonio Di Pietro. – E’ l’unica cosa che può fare. Il mondo dello spettacolo è al collasso, a causa dei tagli economici operati dal Governo, e quello che ormai sembra essere diventato il ministero degli ‘Affari personali’ si occupa solo di sistemare gli amici del presidente del Consiglio e dello stesso ministro.
Noi dell’Italia dei Valori vogliamo sapere se quanto emerge da notizie di stampa corrisponde al vero e come e per chi il ministro Bondi spende i soldi dello Stato. A questo scopo abbiamo presentato un’interrogazione al ministro firmata da me e dal deputato Idv, Pierfelice Zazzera”.
Di Pietro sottolinea poi la paradossalità di tutta la situazione: “Nonostante la riduzione progressiva del personale del ministero per i beni e le attività culturali, che nel 2009 ha avuto una flessione di quasi l’otto per cento, il ministro sembra andare in controtendenza aiutando, però, solo i suoi amici.
Per questo vogliamo sapere se e con quale denaro è stato istituito il fantomatico ‘premio speciale della Biennale’, assegnato da ‘Action for women’, durante il festival del cinema di Venezia, al film fuori concorso ‘Goodye mama’ di Michelle Bonev, cara amica del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Bondi spieghi con quali soldi sarebbe stato pagato vitto e alloggio all’intera delegazione bulgara che sarebbe stata ospitata al lido di Venezia dal 3 al 6 settembre scorso”.
“Il ministro – scrive ancora l’ex magistrato – deve anche spiegare perché e in base a quali criteri, utilizzando le risorse del Fondo unico per lo Spettacolo, è stata assegnata una consulenza all’ex marito di Manuela Ripetti, sua attuale compagna, e perche è stato assegnato un posto alla direzione generale del cinema allo stesso figlio della Ripetti. Bondi ci deve anche dire per quale motivo, fra i beneficiari del Fus, c’è anche la banda musicale di Novi, dove vive Manuela Ripetti, e la compagnia teatrale di Mariano Anagni, paese del ministro. I contratti e i finanziamenti che sarebbero stati approvati dal ministro difficilmente si giustificano davanti ad un mondo dello spettacolo sempre più in difficoltà e in sciopero costante per una politica di tagli che non conosce tregua”.