Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia Ultime notizie di Economia

Fiat, a Mirafiori produzione di berlina Alfa e Suv Jeep. Marchionne: “Orgoglioso di essere italiano”

0
CONDIVIDI

“L’obiettivo è produrre a Mirafiori 280 mila pezzi di un Suv a marchio Alfa-Chrysler“. Lo ha detto l’ad Fiat Sergio Marchionne nel corso del vertice con i sindacalisti per la trattativa sullo stabilimento di Mirafiori. Il tutto si è svolto oggi a Torino all’Unione Industriale di via Fanti. Durante il confronto, terminato alle 12.30 (riprenderà lunedì alle 17), Marchionne ha illustrato il progetto del Lingotto per rilanciare la storica fabbrica automobilistica dell’azienda. “Sarà necessario fare tutti insieme dei sacrifici”, ha spiegato l’ad ai sindacati, ai quali ha, inoltre, chiesto di ripartire da zero nei rapporti con l’azienda e di lasciare la politica fuori dalla sede della trattativa.

“Il piano per Mirafiori – ha detto Marchionne – è una cosa che mi sta molto a cuore e che ha a che fare con ciò che Mirafiori rappresenta per la città di Torino, per la Fiat e per la storia dell’industria dell’auto nel mondo. Mirafiori – ha poi proseguito – è stato il primo stabilimento di cui mi sono occupato quando sono arrivato in Fiat. Inutile nascondersi che allora non si trovava in buone condizioni. L’impegno che abbiamo preso immediatamente – ha ricordato – è stato quello di ridare dignità al lavoro in fabbrica e di intervenire per migliorare la qualità della vita della nostra gente fuori e dentro lo stabilimento”. L’amministratore delegato della Casa torinese ci tiene a sottolineare che vantarsi non è il suo obiettivo, ma, al contrario, lo è rendere chiaro che l’attenzione e l’impegno dimostrati sei anni fa per Mirafiori sono gli stessi di oggi.

Marchionne ha successivamente rivelato che lo stabilimento di Mirafiori esporterà oltre la metà delle 280mila vetture prodotte. “Più della metà – ha aggiunto al tavolo con i sindacati – è destinata a raggiungere i mercati di tutto il mondo al di fuori dell’Europa, specialmente l’America. La nuova piattaforma produttiva proverrà dagli Stati Uniti e si tratta dell’architettura più avanzata di cui dispone il gruppo, nata come base per l’Alfa Romeo Giulietta e che si è poi evoluta ed è stata perfezionata in Chrysler. Oggi è diventata la piattaforma universale comune ai due gruppi da cui nasceranno tutte le future vetture dei segmenti C e D, automobili e suv”.

Marchionne, ricordando la presentazione della 500 negli Stati Uniti, avvenuta la scorsa settimana, si è poi detto estremamente “orgoglioso di essere italiano”, ribadendo che “non c’è merito nell’osannare l’Italia nei salotti e nei circoli chiusi. E’ molto più utile rimboccarsi le maniche e lavorare seriamente per ottenere questo riconoscimento dall’esterno, in modo che siano gli altri ad apprezzare quello che sappiamo fare”.

Il commento del leader Cisl Bonanni. “La Fiat vuole fare 21 miliardi di investimenti in sei anni, noi abbiamo il dovere di sforzarci per renderli possibili perché non esistono diritti senza lavoro e non esiste lavoro senza una buona economia e buone aziende. Si tratta di un’occasione straordinaria da cogliere”.

La dura reazione di Cremaschi. “Mi pare che siamo alle solite, compreso il circo mediatico che Marchionne mette in campo per coprire le sue scelte reali”. Così Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato Centrale della Fiom, sul discorso di Marchionne. “Siamo a un disastro produttivo, occupazionale e sulle condizioni di lavoro. Marchionne – ha proseguito Cremaschi – fa solo la Pomigliano bis a Mirafiori, addirittura con orari che potrebbero arrivare alle 12 ore giornaliere di lavoro effettivo. Tutto questo con l’ennesima newco fatta solo per evitare un piano industriale di gruppo e il contratto nazionale. Insomma, siamo a un’ipotesi drammaticamente antisociale e povera industrialmente”.

Mauro Sedda