Ironia e conoscenza al servizio della letteratura: Ron Charles il critico “in”

Molto si è detto sulla difficoltà con la quale l’editoria della carta stampata sta vivendo con l’avvento delle tecnologie telematiche, in ogni suo settore: dall’informazione quotidiana alla letteratura. Quest’ultima però, e i libri in generale, sembrano attraversare una crisi più profonda, dalle molteplici cause, che non risiede soltanto nei costi e nella scomodità del supporto cartaceo, e che quindi ha sentito meno i vantaggi dell’avvento delle nuove applicazioni che hanno trasportato giornali e libri su computer e telefonini.

Il libro è caratterizzato da una tipologia di messaggio che, nelle modalità con cui è comunicato e nel tipo di ascolto che richiede, sembra non soddisfare le esigenze comunicative degli ultimi decenni. Non è esatto dire che si legga meno; è però corretto affermare che ciò che leggiamo sono spesso brevi affermazioni (spot), subordinate all’immagine, che funzionano nella loro immediatezza. La parola è ovunque anche se più parlata che scritta: essa, però, sembra valere sempre più nella sua autonomia referenziale (“donna”- immagine della donna), e sempre meno nella sua funzione argomentativa ed evocativa. Poco spazio dunque per la letteratura; o meglio, poco tempo e poca attenzione.

Ora in America c’è un uomo che, coniugando talento, ironia, e un ampio bagaglio di conoscenze, sembra esser riuscito a bucare il muro dell’indifferenza per la letteratura soprattutto tra le nuove generazioni. Ron Charles, attraverso i suoi video folli e geniali, sembra riuscire a parlare di letteratura in internet! E con grande successo!

Ogni paese ha ancora il proprio linguaggio, per quanto ne dicano i sostenitori della globalizzazione, e forse non molti qui in Italia si lascerebbero affascinare a tal punto dai video di Ron Charles. Anche qui da noi, tuttavia, abbiamo assistito all’importanza di saper padroneggiare i mezzi di comunicazione di massa per parlare delle grandi idee dell’uomo, delle sue riflessioni, delle magie che da sempre sussurra nei silenti volumi, delle bellezze artistiche di cui si circonda. Uno fra tutti il preciso e stravagante Philippe Daverio che ben equilibria immagini e messaggio.

E così i Ron Charles e la sua rubrica  «Totally Hip Video Book Reviews», ricca di video già cult, appassiona e fa ridere raccontando la letteratura contemporanea, arriva e si fa ricordare: il critico letterario, che ha alle spalle la teoria mediatica di Mcluhan, sembra bucare lo schermo. Il giornale online Storyboard lo indica già come  l’uomo che potrebbe salvare l’editoria americana in crisi. Intervistato da Alessandra Farkas di Corriere.it il critico mette le mani avanti: «Macché salvatore e salvatore la mia è una semplice parodia della cultura letteraria contemporanea. La satira agrodolce su un’industria morente che negli ultimi anni ha visto la chiusura di innumerevoli inserti Libri e il licenziamento di tantissimi critici letterari». Per primo, Charles ha dovuto patire la chiusura della storica rubrica “Book World” di cui era direttore. Poi, però, continua: «Mia figlia diciannovenne Madeline e i suoi compagni di università giurano di divertirsi un sacco guardandomi, magari c’è davvero speranza per il futuro dei libri».

Giulia Antonini