Silvio Berlusconi contestato a Napoli: urla e fischi per il premier


Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato aspramente contestato a Napoli.

Al suo arrivo, avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi, un piccolo gruppo del comitato contro la discarica di Chiaiano, folti gruppi di studenti e precari del progetto Bros hanno atteso il premier alla prefettura, urlandogli insulti e fischiando rumorosamente. La promessa non mantenuta circa l’emergenza rifiuti e i conseguenti danni relativi alle discariche hanno animato la città, che ha accolto negativamente il presidente del Consiglio.

Ammette ritardi Berlusconi, ma non esita a scaricare tutta la colpa agli enti locali. Prima del suo arrivo aveva spiegato: “In conferenza stampa, quando sarò a Napoli, ricorderemo che dal primo gennaio 2010 i poteri erano tornati alle autorità locali. Il governo aveva risolto la situazione, ma per essere definitiva era necessario che le autorità locali adempiessero agli impegni come la costruzione dei termovalorizzatori in tempi brevi, uno a Napoli est un altro a Salerno e l’apertura di due nuovi siti per l’interramento dei rifiuti. Le autorità locali non hanno fatto nulla. Dopo la riunione in Prefettura, decideremo se il governo si riprenderà in mano la situazione che le autorità locali non hanno risolto”.

Sulla questione degli aiuti dal Nord, afferma che “la responsabilità di tutti è necessaria”, promettendo sostegno da Piemonte e Veneto.

Durante il Consiglio dei ministri, il premier aveva discusso del problema dei rifiuti del sud con gli esponenti leghisti. Per risolvere l’emergenza è necessario che la spazzatura sita in Campania sia smaltita e distribuita su un territorio più ampio, verso altre regioni, per cui Berlusconi si è detto disposto a chiedere a tutte le Regioni l’aiuto necessario per trovare finalmente la soluzione.

Nonostante le critiche inerenti le promesse non mantenute e le scadenze, il premier tira fuori un’altra data massima: la Campania pulita entro 15 giorni.

Carmine Della Pia