Vieni via con me: pro-vita, Fazio, “Non siamo pro-morte”


Fabio Fazio insiste sull’argomento più scottante relativo al suo Vieni via con me, affermando: “Non siamo un programma pro-morte”.

Autori e conduttori del programma si sono opposti al Cda della Rai risalente a ieri, dove è stato divulgato un odg che dava il via libera al diritto di replica per le associazioni pro-vita.

La risposta agli elenchi letti da Beppino Englaro e Mina Welby sui loro cari e, quindi, sull’accanimento terapeutico, aveva scatenato le critiche di parte dell’opinione pubblica, che ha bollato la trasmissione come favorevole all’eutanasia, senza possibilità di appello.

“Accettare la replica dei comitati pro-vita sarebbe come dire che siamo una trasmissione pro-morte”, afferma Fazio al Tg3, “sugli aspetti più delicati dell’esistenza, la nascita e la morte, non sono accettabili né strumentalizzazioni né mediazioni di nessun tipo. In quella occasione Roberto Saviano ha raccontato la storia d’amore tra Piergiorgio e Mina Welby e abbiamo sentito le parole di Beppino Englaro. Quando si raccontano storie personali, è difficile replicare. Si può replicare a un’opinione ma non a una storia o a un’esperienza. Quelle sono esperienze estreme. Raccontare l’esperienza di Welby o di Englaro non significa essere contro gli altri. Come si fa a pensare che si possa essere contro i malati o contro le famiglie che li assistono fino all’ultimo in modo eroico?”.

Insomma, è stato ritenuto giusto è opportuno invitare Roberto Maroni in seguito alla sua richiesta di replica proprio perché si parlava di avvenimenti non personali.

I giovani del Pdl, intanto, minacciano guerra, nel caso in cui non venga dato spazio ai pro-vita, Cesare Giardina, presidente della Giovane Italia Roma, definisce i conduttori del programma “un duo tragicomico che sta regalando l’ennesimo atto di uno spettacolo indecente”. Sulla negata possibilità di replica, Giardina ha concluso affermando: “Come succede nei salotti radical chic della sinistra italiana, bisogna imporre un pensiero unico in faccia alla democrazia, alla libertà e alla pluralità di espressione”.

Carmine Della Pia