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Borse, una settimana da dimenticare

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In Europa continua la crisi dei Paesi economicamente più deboli, i “paesi periferici” dell’area Euro, e il timore dello scoppio di una guerra tra le due Coree non alimenta di certo ottimismo sulle piazze mondiali.

La tensione resta alta ovunque e le rassicurazioni sulla solidità della Spagna, insieme alla manovra sui conti pubblici del Portogallo, hanno soltanto limitato i ribassi registrati sulle maggiori piazze europee.

In casa Irlanda sembra assodata l’approvazione del pacchetto di aiuti da 85 miliardi di euro dell’Unione europea e del Fmi, ma l’eventuale speculazione “al ribasso” che tale manovra potrebbe avere sui Paesi iberici fa tremare gli investitori avvezzi ai mercati azionari.

Il risultato di quanto sinteticamente delineato è l’ennesima seduta in rosso registrata ieri per i listini azionari europei e non.

Piazza Affari chiude in calo dello 0,51% sull’indice Ftse Mib, mentre l’All Share perde lo 0,47%, con volumi totali per quasi 3 miliardi di euro.

A Londra si registra un -0,53%, a Francoforte -0,45%, a Parigi -0,84%, ad Amsterdam -0,74%.

Non va meglio sulle piazze minori e il rendiconto settimanale vede un calo che va dal -4% al -6% per tutte le Borse europee.

Chiusura in negativo anche per Wall Street nella giornata borsistica del Black Friday: negli Usa gli investitori stanno monitorando attentamente sia l’area  euro, sia i risvolti della situazione coreana. L’attenzione, inoltre, è principalmente per i titoli retail nel giorno in cui prende il via lo shopping natalizio.

Anche l’euro risente delle pressioni sui debiti di alcuni paesi membri e degli scenari bellici che rivalutano il dollaro come valuta rifugio: la moneta unica ha aperto in netto calo sul dollaro, scendendo sotto la soglia 1,33 per attestarsi in chiusura attorno a 1,325.

Il rendimento sui bond spagnoli a 10 anni è salito al 5,4%, mentre il decennale portoghese è ormai al 7,02%. In Italia le riaperture riservate agli specialisti delle aste per il Bot maggio 2011 e per il Ctz agosto 2010, la cui collocazione negli scorsi giorni aveva avuto un esito ampiamente soddisfacente, sono andate deserte.

Preoccupano i bancari, sebbene i nostri istituti sembrerebbero i meno esposti verso quelli irlandesi: l’indice europeo del settore cede l’1,75%, in Italia Unipol perde l’1,48%, Mediobanca lo 0,82%, Unicredit lo 0,93%, mentre va controtendenza Banco popolare (+1,97%).

Tra gli assicurativi Generali, nel giorno dell’investor day, perde l’1,52%, Fondiaria-Sai l’1,28%.

Contro tendenza Pirelli, che aumenta dell’1,4% dopo l’annuncio dell’accordo con Russian Technologies e Sibur Holding.

Deboli le utilities, con l’eccezione di Terna, +0,47%.

Tra i titoli minori netto rialzo della Lazio, +6,89% dopo la vittoria in Coppa Italia, e tonfo di Apulia Prontoprestito -7,6% dopo la presentazione del Piano industriale.

Marco Notari