Caso Franceschi, Carla Bruni rassicura: “La Francia farà giustizia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:45

Ho pienamente fiducia nella giustizia francese che risponderà alle sue attese e a quelle delle autorità italiane“. Così Carla Bruni risponde (forse troppo tardivamente) all’appello lanciato da Cira Antignano, la madre di Daniele Franceschi, il giovane italiano morto nel carcere di Grasse in circostanze oscure. Il breve messaggio della first lady, contenuto in una busta sigillata della presidenza della Repubblica francese, risponde dunque alla richiesta di fare chiarezza sul decesso del ragazzo morto il 25 agosto scorso. Nella lettera inviata alla première dame,  Antignano ricordava i maltrattamenti denunciati dal figlio durante la detenzione nel carcere francese, le mancate cure da parte dei medici, e la restituzione tardiva del suo corpo, ormai privo di organi e in avanzato stato di decomposizione.

Il dolore per la morte di un figlio solo chi è madre lo può comprendere – si leggeva nella lettera indirizzata a Carla Bruni – ma ancor più grande è il dolore nel non potere dare al proprio figlio una sepoltura dignitosa”.

Nel rispondere, la moglie di Sarkozy esprime alla madre di Franceschi tutta la propria solidarietà e si dice “commossa da questa testimonianza”. “Le sono vicina – spiega la first lady – nel suo dolore e nella sua pena per la tragica scomparsa di suo figlio Daniele”. “Mi creda – continua la Bruni nella lettera che fa seguito a lunghe settimane di silenzio – capisco le ragioni che motivano la sua iniziativa ed i suoi sentimenti di fronte alla prova terribile che sta affrontando”.

Sul caso è intervenuto recentemente anche il ministro degli Esteri Franco Frattini: “Chiediamo alla Francia la verità – ha detto il titolare della Farnesina – Ci sono troppe domande gravi che non hanno risposta”.

Intanto, dopo oltre tre mesi di ostinata e inascoltata denuncia, per Cira Antignano la lettera arrivata dall’Eliseo è un primo e importante risultato. “Quasi non ci credevo più – dice – ringrazio la signora Bruni di avermi risposto. Spero anche io di poter presto tornare ad avere fiducia nella giustiza francese”. “Avrei voluto parlare con la signora Bruni – conclude la madre del ragazzo misteriosamente morto nel carcere francese – per dirle quanto è importante questa sua vicinanza. Sulla morte di mio figlio è aleggiato lo spettro dell’indifferenza, e forse qualcosa di ancora peggiore“.

Raffaele Emiliano

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