Enzo Baldoni: ucciso in Iraq sei anni fa, oggi funerali


A sei anni dall’uccisione, Enzo Baldoni, giornalista freelance in Iraq, ha potuto ricevere una funzione funebre organizzata dai suoi familiari.

“Devo confessarvi che quando ho avuto la conferma che si trattava effettivamente di Enzo, avrei voluto una funzione privata, ma ora sono contenta che ci sia tanta gente. Vorrei ringraziarvi uno per uno”, ha Giusy Bonsignore, vedova di Baldoni, ai circa 200 accorsi nella Chiesa di Preci (Perugia).

La donna si riferiva alla salma di suo marito, rientrata in Italia solo lo scorso aprile, a sei anni dall’uccisione, avvenuta in Iraq il 26 agosto 2004.

Il giornalista freelance si trovava lì con accredito del settimanale Diario. Il 20 agosto 2004 non si ebbero più notizie fino a quattro giorni dopo, quando l’Esercito islamico dava un ultimatum di 48 ore all’Italia per lasciare l’Iraq. L’ostaggio venne ucciso allo scadere del tempo.

Alla funzione religiosa, tenutasi questa mattina, la vedova Baldoni ha ringraziato “la mia famiglia allargata per avermi dato la forza di andare avanti”. È intervenuto anche il coro Canto Sospeso, associazione culturale milanese di cui la donna stessa fa parte. In contemporanea con i funerali di Preci, il Coro gemello Luther King, in Brasile, “canta in questo momento per Enzo”.

Il parroco, don Luciano Avenati, ha ricordato le radici del giornalista, legato indissolubilmente alla cittadina perugina. Un plauso, poi, all’impegno della famiglia Baldoni per riavere il corpo: “Che non è un contenitore, ma è la persona. Rispetto per il corpo è rispetto per la persona”, ha concluso il sacerdote.

Alla funzione hanno partecipato anche Giuliana Sgrena, giornalista rapita a Baghdad nel 2005 e liberata dopo un mese di prigionia, Enrico Deraglio, direttore del Diario della settimana, il settimanale per cui Baldoni si era recato in Iraq, e Pino Scaccia, inviato del Tg1 che trascorse con lui le ore precedenti al rapimento. “La notte prima cercai di dissuaderlo fino a ora tarda, partire era pericoloso. Però non ci riuscii e vinse lui”.

Carmine Della Pia