Fini: Sul voto decide il Colle. Legge elettorale va cambiata”

Fini torna ad attaccare nuovamente il premier dopo un periodo di relativo silenzio tra i due.
Berlusconi accetti la proposta dell’Udc e si dimetta. Oggi non avrebbe la fiducia, e sarebbe opportuno un suo appello a tutte le forze responsabili per fare un vero gioco di squadra.
La posizione di Fini non è cambiata, il premier deve lasciare e dare un preciso segno di discontinuità. E non ha senso la sua posizione “fiducia o elezioni“, perché sullo scioglimento delle Camere decide il Quirinale e non il Presidente del consiglio. E rilancia il governo tecnico per rifare la legge elettorale perchè “con questa legge elettorale non si andrà a votare, ne sono sicuro“.

Serve il rispetto nei confronti degli avversari che non devono essere quotidianamente demonizzati.
Fini invita il presidente del Consiglio ad un “atteggiamento più consono al ruolo che ricopre”. Berlusconi dovrebbe fare “un appello alle forze responsabili” in quanto “l’unità può fare la forza, l’interesse generale deve venire prima di quello particolare“.

Vincere le elezioni non significa comandare ma governare insieme a tutte le istituzioni” osserva Fini invitando Berlusconi “a fare fronte comune” con quante più parti sociali possibili e a “fare squadra“.
Fini si riferisce in particolare alla crisi rifiuti in Campania.
Che senso ha polemizzare sulle responsabilità quando formiamo di fronte al mondo l’immagine della spazzatura che danneggia tutto il Paese?”.

Un Fini a tutto campo, che si scaglia contro l’attuale legge elettorale, difende la stampa ricordando al premier che se i problemi ci sono non è colpa della stampa.
Fini si riferisce alla strategia di Berlusconi adottata negli ultimi anni, dove tutti i problemi sono solo creati dai giornali.
Vero che a volte i giornali mistificano, ma non si può sempre prendersela con l’informazione. Bisogna aver l’onesta intellettuale di dire che certe cose non sono state realizzate e non si può sempre dire che la colpa è degli altri, ha ricordato il presidente della Camera.

E in ultimo risponde alle accuse di tradimento, “dobbiamo smetterla di pensare in maniera contrapposta: non ci sono traditori di qua, come non ci sono camerieri di là. Basta accusare di tradimento, come basta accusare chi sta sempre muto di là“.

Matteo Oliviero