Terzo atto de “Il Pianeta che cambia”: a Gubbio vanno in scena i dinosauri

Si apre ufficialmente, nella giornata di oggi (27 novembre 2010), la mostra interattiva dedicata ai dinosauri che avrà come sede Palazzo dei Consoli di Gubbio.

La mostra costituisce la terza parte del progetto di divulgazione scientifica “Il Pianeta che cambia”, promosso dall’American Museum of Natural History di New York e trasportato in Umbria con tre mostre differenti unite da un unico filo conduttore: il nostro pianeta e i suoi cambiamenti. L’evento di Gubbio è l’ultimo in ordine cronologico ed è stato preceduto dalle mostre sul “Clima” a Perugia (Palazzo Baldeschi al Corso), e sull’”Acqua” ad Assisi (Palazzo Bonacquisti) che andranno avvanti fino alla prossima primavera.

Non è un caso che la sezione dedicata ai dinosauri sia stata allestita a Gubbio: qui, infatti, c’è la Gola del Bottaccione, sito geologico unico che ha ispirato le teorie sull’estinzione dei dinosauri formulate dall’ americano Alvarez, Nobel per la Scienza, secondo cui l’estinzione sarebbe avvenuta a causa di un asteroide  circa 65 milioni di anni fa. La mostra presenta fossili originali, ricostruzioni di scheletri e di ecosistemi preistorici dove varie specie di dinosauri vivevano.

“Il Pianeta che cambia” è promosso e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugina e consta di un curatore eccezionale, Piero Angela, che entusiasta ha commentato: “Le tre mostre che presentiamo avvicinano i giovani, in modo creativo e interessante, al mondo scientifico e tecnologico e rappresentano tre grandi temi molto legati tra loro quali i dinosauri, il clima e l’acqua. In particolare l’esposizione sui dinosauri, oltre a suscitare meraviglia nell’osservare questi grandissimi esemplari esposti, consentirà di comprendere i meccanismi climatici collegati all’estinzione degli stessi. Queste mostre danno ai giovani un’occasione di riflessione nonché uno spunto per lavorare nelle scuole. C’è bisogno di iniziative come queste, di divulgazione scientifica, la scienza è la forza di un paese per rendersi presente e competitivo”.

Peculiarità della mostra: per la prima volta, l’American Museum of Natural History di New York si è impegnato in un progetto espositivo al di fuori del territorio americano.

Giulia Caterina Antonini