Il Financial Times su Vieni via con me: “Berlusconi nato e morto in tv”


Il programma record di ascolti (ma anche di critiche negative o positive) condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano, Vieni via con me, è stato citato anche dalla stampa estera.

Sul quotidiano britannico Financial Times è apparso un lungo articolo sullo scrittore di Gomorra e sulla trasmissione di Raitre.

The tv show that shocked Italy, lo show che ha shockato l’Italia, scrive John Lloyd, che ha avuto l’opportunità di intervistare Saviano in una località segreta.

Le ultime critiche legate al programma riguardano i gruppi pro-vita, che intendono esporre la propria opinione sull’eutanasia.

Diversi i punti di vista riportati in merito all’autore e conduttore, chiara e concisa la scheda creata per Vieni via con me: Lloyd ha analizzato i numeri del successo di un programma definito, dallo stesso Saviano, “segno di una rivolta civile che causa, comunque, odio, lo stesso che attirano tutte quelle persone che provano a sovvertire il clima dominante”.

Questa mattina, gli inglesi hanno potuto leggere che lo scrittore non entrerà mai in politica perché “è fatto esclusivamente per la scrittura”. Poi, in questo campo, “Saviano ha nemici a destra come anche sinistra, i quali giudicano i suoi scritti contro la mafia eccessivi e anti-patriottici”, spiega il giornalista di Financial Times, che riporta anche il pensiero cruciale di Saviano sull’attuale situazione politica italiano, “Berlusconi ormai è finito”.

Su Vieni via con me, poi, una riflessione degna di nota, tratta sempre dalla scheda a corredo dell’articolo scritto per Saviano: “Il programma ha toccato le corde giuste al momento giusto, gli italiani sono disillusi da un governo che ha più promesso che fatto, il premier appare debole e il suo peso nei media è messo in discussione dai giovani come mai prima. E’ forse troppo presto scrivere che Berlusconi che nato grazie alle tv, potrebbe morire proprio ad opera delle tv. Ma presto potrebbe essere così”.

Carmine Della Pia