Manifestazione Cgil: corteo in Piazza San Giovanni

La Cgil non comunicherà alcuna stima ufficiale sulla partecipazione alla manifestazione. Eccola il nuovo stile di Susanna Camusso che, invece di entrare in polemica con questure e conteggi fantasiosi, preferisce far parlare i dati certi: 2.100 pullman e 13 treni speciali da tutta Italia per incontrarsi oggi a Roma, in Piazza San Giovanni. Una protesta nazionale contro le incognite del sud, la mancanza di risposte concrete alla crisi e la minaccia di uno sciopero generale.

Bisogna lavorare sulle proposte – ha detto la neo segretaria generale – (invece) l’insieme delle politiche del governo mi paiono più dettate dal lanciare allarmi che non dal fare cose concrete”. Non risparmia critiche nemmeno a Sergio Marchionne, nonostante il suo annuncio di voler produrre a Mirafiori i Suv sotto il marchio Alfa – Chrysler. “Abbiamo apprezzato che ci siano dei modelli per lo stabilimento, ma continua a non esserci il piano di Fabbrica Italia”. Insomma una linea, quella della Camusso, che punta subito a riaprire il dibattito sull’agenda di governo, mantenendo centrali i temi di lavoro, difesa dei diritti e futuro dei giovani. Problemi che hanno portato in Piazza vecchi e giovani, studenti e disoccupati. Un connubio degno di nota anche per il Ministro Gelmini: “Francamente vedere gli studenti e i giovani manifestare a fianco dei pensionati mi fa uno strano effetto”.

La manifestazione ha avuto inizio in mattinata, con il corteo partito alle 9.40 da Piazzale dei Partigiani. E subito è stato un susseguirsi di commenti: Nichi Vendola a lodare l’Italia migliore, quella che è in piazza e sui tetti; Di Pietro ad accusare Berlusconi di aver “avallato la precarietà che sta distruggendo il futuro di due milioni di giovani, ricercatori, precari della scuola e lavoratori”. Mentre Bersani sottolinea la presenza del Pd in ogni buona occasione per raccontare la vera realtà del Paese, preparandosi al prossimo importante appuntamento: “l’11 dicembre qui in piazza San Giovanni diremo cosa vorremmo fare per mettere insieme un po’ di riforme per affrontare questa situazione drammatica, a partire dal primo problema: il lavoro”. Una presenza, quella del segretario democratico assieme alla presidente Rosy Bindi, per testimoniare la volontà del partito di riprendere contatto con la società.

Sono molti, intanto, le questioni che la Camusso ha sollevato nella mattinata: il programma di governo per il sud (“Vorremmo capire se è solo un elenco di buone intenzioni o un piano concreto”), la stessa maggioranza (“è in crisi anche se riceverà la fiducia”), l’invito alla Fiom a lavorare sulle proposte. Infine non risparmia nemmeno il Presidente del Consiglio, che ieri si è lamentato delle continue aggressioni mediatiche che subiscono lui e il suo Paese: “Deve sapere che non si può tenere sotto allarme il paese. Se ha delle cose concrete le dica. Se no smetta di far finta di essere la vittima del mondo”.

Cristiano Marti