Regali natalizi, le famiglie italiane spendono il 16% in più della media europea

Nonostante dai dati di Federconsumatori si rilevi un calo generale dei consumi pari all’11%, la spesa stimata per i regali natalizi per ogni famiglia italiana si assesta intorno ai 430 euro, il 16% in più rispetto alla media europea, che si aggira sui 370 euro.

Il dato è reso noto dalla Coldiretti sulla base dell’indagine Xmas Survey effettuata da Deloitte.

Il 72% degli italiani spenderanno per doni più dello scorso anno, anche se si registra una riduzione generale della spesa del 3,8%.

Accanto ai tradizionali negozi e centri commerciali stanno riscuotendo sempre più successo i mercatini, ogni week end ormai diffusissimi sia in città, sia nelle località di villeggiatura, reputati i canali ideali per trovare prodotti originali e garantiti.

La stessa Coldiretti ha stimato che la spesa natalizia per prodotti alimentari tipici ammonterà a più di 2 miliardi di euro e così com’è accaduto negli Usa con il black Friday, che tradizionalmente inaugura lo shopping natalizio, anche in Italia sono tanti ad acquistare i regali di Natale in anticipo per avvantaggiarsi di prezzi più convenienti o per evitare le interminabili file che caratterizzano i giorni “caldi” dello shopping delle festività.

Federconsumatori, dal canto suo, ha analizzato la scontata contrazione dei consumi dovuta all’aumento della disoccupazione e alla vertiginosa impennata di cassa integrazione, che ormai ha superato il miliardo di ore, rendendo noto le previsioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori (ONF) che si aggirano intorno al -11%, dopo il “catastrofico” -23% dello scorso anno.

La spesa assoluta, così, passerà dai 6,2 miliardi di euro del 2009 ai 5,5 miliardi del 2010, mentre i settori che hanno registrato il maggior calo sono mobili, arredamento per la casa ed elettrodomestici, -18%, abbigliamento e calzature, -13%, profumeria e cura della persona, -18%, giochi, giocattoli e sport, -2%, e alimentari, anch’esso -2%.

L’editoria, invece, resta stabile, mentre l’elettronica di consumo registra un +3%, anche se intere regioni sono interessate dal passaggio al digitale terrestre con conseguente necessario acquisto di decoder o Tv.

Marco Notari